Camoscio Appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata)

Scritto da Domenica, 19 Agosto 2012 16:17

Il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica Bonaparte, 1845, Sottospec. Ornata)

Il camoscio è un mammifero ruminante alla famiglia dei Bovidi, questa specie è presente nelle aree montane dell’Europa sud-occidentale (Italia, Francia, Spagna).

Sono riscontrabili tre principali sottospecie di particolare interesse naturalistico:

- Rupicapra pyrenaica ornata; (Appennino centrale)
- Rupicapra pyrenaica pyrenaica; (Pirenei)
- Rupicapra pyrenaica parva; (Monti Cantabrici)

Camoscio Appenninico (Rupicapra Pyrenaica Ornata)

Di queste tre sottospecie quella maggiormente tutelata è la Rupicapra pyrenaica ornata, sottospecie nota come “camoscio appenninico”. La protezione di questo raro animale di montagna è giustificata dal fatto che a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale e fino agli anni settanta se ne contavano non più di 300 individui lungo tutto l’arco appenninico.

DISTRIBUZIONE
L’istituzione del Parco Nazionale d’Abruzzo ha contribuito notevolmente alla ripopolazione delle aree montane. Infatti da un gruppo di individui sopravvissuti sulla Camosci Sul Monte CamiciaMajella, e grazie ad un progetto (firmato WWF e PNALM) di reintroduzione di questa rara sottospecie, il camoscio appenninico è ricomparso sui monti del Parco Nazionale d’Abruzzo, sulle Mainarde, fin sulle creste della catena Orientale del Gran Sasso (vedi fotografie: Monte Camicia 01-10-2006).
Rispetto alla sottospecie che vive sui Pirenei l’attuale popolazione appenninica è assai ridotta, si parla probabilmente di un censimento che non supera i 600-700 esemplari (Censimento 2004) ma che dimostra quanto la protezione e l’intervento sul territorio riescano ad incrementare le popolazioni di animali a rischio di estinzione.


MORFOLOGIA
E’ un animale di piccola taglia, lungo non più di 100-120 cm, la cui altezza non supera i 70-80 cm. Non si presentano particolari differenze fra maschi e femmine, i maggiori caratteri distintivi sono:
- i maschi sono generalmente poco più grandi delle femmine; le corna del maschio sono più lunghe e le punte profondamente uncinate sono rivolte maggiormente verso l’interno;
- dietro alle orecchie il maschio presenta delle grosse ghiandole secernenti un muco sieroso fortemente odoroso che usa durante il periodo degli amori;
- il ventre è maggiormente convesso rispetto a quello della femmina;
- presenza del ciuffo di peli in prossimità del pene (il così detto pennello);
Per entrambe i sessi il mantello invernale è più scuro rispetto a quello estivo generalmente di colore bruno chiaro.

COMPORTAMENTO
Camoscio AppenninicoI camosci vivono e si aggregano prevalentemente in gruppi di femmine e di cuccioli, i maschi adulti, invece, vivono solitari e si giungono alle femmine solo durante il periodo degli accoppiamenti che abitualmente avvengono durante la stagione autunnale. La gestazione dura circa 24 settimane ovvero fino a primavera inoltrata. A maggio-giugno le femmine si appartano per dare alla luce i piccoli camosci che già nell’arco di poche ore sono in grado i camminare agevolmente. I piccoli maschi abbandonano il branco per condurre vita solitaria già dall’età dei due anni, solitudine che viene protratta fino alla maturità sessuale che sopraggiunge all’età di circa otto anni. Le femmine rimangono per tutta la vita nel branco dove sono nate.
Il camoscio predilige una alimentazione a base di graminacee, per questo lo ritroviamo sui pendii erbosi e sui prati d’alta quota. In caso di carenza di erbe, come nel caso dell’inverno, si nutre anche di arbusti.

E’ un animale che vive bene allo stato selvatico, ha un comportamento molto evasivo. I suoi naturali predatori sono i lupi, che stanno ripopolando l'intero Appennino, in ridottissima parte l'orso morsicano (per quei pochi individui che sono rimasti), la lince e l'aquila reale. Va sottolineato che la vera minaccia per del camoscio appenninico è rappresentata tuttavia dalla caccia venatoria, dal bracconaggio all’interno dei parchi e purtroppo dal turismo sempre più intenso all’interno di aree adibite a parco naturale.