Una cima a piccoli passi

Scritto da Martedì, 26 Marzo 2019 00:00

Sull'ampio piazzale dedicato al parcheggio delle macchine si lascia il proprio veicolo.

Campo Staffi è una piccolissima stazione sciistica che durante l'inverno è frequentata soprattutto dagli abitanti della valle e dei dintorni. Solo un ristretto gruppo di romani continua a frequentarla.

Purtroppo l'assenza di neve negli ultimi anni non ha giovato economicamente a questi impianti che sono stati lasciati un po’ in disuso. Gli edifici, molto mal messi, mi ricordano la sfortunata Marsia.

Paesaggisticamente invece Campo Staffi si livella un balcone ineguagliabile che si affaccia sul meraviglioso Panorama del Monte Viglio e dei Monti Cantari.

Nelle giornate più limpide il panorama è veramente unico.

La sagoma del Monte Viglio è di un'eleganza che a mio parere non ha eguali in Appennino.

La salita al Monte Cotento si rivela un'escursione facile e allo stesso tempo interessante per i piccoli alpinisti inesperti che comunque vogliono provare l'ebbrezza della montagna.

Ho una promessa con Gabriele (il mio figlio più piccolo) che da tempo mi chiede di andare in montagna. Sono abituato a mantenere le promesse.

Partiamo con molta calma da Roma sono le 7:00 quando ci mettiamo in macchina. Alle 9:00 Siamo al Campo Staffi pronti per partire.

Gli impianti sono già aperti quindi decidiamo di non passare in prossimità delle seggiovie.

Una pista nera dismessa si trova sulla sinistra dei primi contrafforti del Monte Cotento. Lungo la via vediamo affiorare la vegetazione dalla neve.

La via è estremamente ripida. So che ci sono altre soluzioni ma ho voglia di ripercorrere lo stesso sentiero che ho percorso con Elisa circa una decina di anni prima.

La pista nera ha un inclinazione davvero notevole, standoci sopra valuta una inclinazione fra il 35 e il 40%. La copertura di neve è completamente ghiacciata aumentando notevolmente la difficoltà di salita. Rischiamo continuamente di scivolare.

Mi metto davanti a Gabriele e comincio a grandinare colpendo il ghiaccio con le mie scarpe da trekking.  Sono scarpe che in realtà non sono affatto vocate per il ghiaccio ed il gradinamento.

La salita si snoda per un dislivello di circa 150 metri impegnandomi in un gradinamento estremamente faticoso.

Non ho altra scelta se voglio portare su Gabriele devo creare dei gradini adatti per farlo salire in sicurezza.

Ma le mie… sono solo le ansie di un papà. Se osservo bene Gabriele si trova molto a sua agio, sembra nel suo ambiente e non mostra alcun tipo di preoccupazione.

Quando finiamo di percorrere il ripido pendio della pista nera usciamo sul finale di una lunga cresta. Gabriele sembra un po' deluso immaginava fossimo giunti  già la cima. I bambini tendono a perdere la motivazione molto rapidamente.

Anche molti adulti, per dirla tutta...

Devo dire che dalla montagna ho imparato proprio questo che per arrivare da qualunque parte devi procedere a piccoli passi senza troppo guardare avanti.

Gabriele è infastidito dalla presenza della Neve ghiacciata e dei lastroni di ghiaccio e li colpisce con le bacchette da trekking come fossero nemici di abbattere.

Dico Gabriele di essere prudente. La nostra non è una salita contro la montagna. Se volesse, la montagna, avrebbe già vinto. Noi approfittiamo dei momenti in cui il cielo è sereno la temperatura non è troppo bassa per arrampicarsi sulle sue pendici ma è solo una scusa per confrontarci con noi stessi…. anzi direi proprio che la montagna ci mette nelle condizioni di doverci confrontare con il lato peggiore di noi stessi.

Ci viene richiesto di essere onesti e trasparenti perché con la montagna non ci sono falsi convenevoli.

La montagna ho imparato che certi obiettivi si possono raggiungere Se ognuno di noi impara a fare i conti con se stesso.

Non è facile insegnare l’introspezione e il dialogo con se stessi ad un bambino di 12 anni. Ma non sono un padre con il quale si può parlare di calcio o di Formula Uno.

L’escursione procede a piccoli passi, appunto, fino in cime, gobba dopo gobba fino alla vetta. Lo guardo arrivare in cima poco lontano sono felice per lui.

In vetta il panorama è eccellente. La giornata è limpida e ne approfitto per scattare una infinità di fotografie. La fotografia è uno dei grandi motivi per il quale adoro venire in montagna.

Mi sento sereno. La montagna ha fatto il suo lavoro.

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

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