Big Stone, Linea Continua, Cold...

Il  sesto DVD del cofanetto contiene 3 shorts completamente differenti gli uni dagli altri e sono: “Big Stone, Linea Continua e Cold.
Di questi tre chiaramente non tutti potevano essere film d'eccellenza benché tuttavia i tre film convergono sull'idea della continuità. Un progetto di una scalata, a prescindere dalla cima che si raggiunge è un percorso e questo percorso è il vero obiettivo. La cima diventa solo la normale conclusione di una via, di un progetto e perché no … di una scelta di vita.
Come nel caso della famiglia Brmasse dove il progetto non è più neppure pensato ma vissuto di generazione in generazione. O come nel caso di Cory Richards che si chiede … ma cosa ci faccio qui...

Sono tre film apparentemente diversi ma che ci conducono per mano lungo le sfumature a volte invisibili della “scelta di montagna” il più bello e toccante è senza dubbio Cold che nella sua drammaticità sembra toccarci fin nel profondo, all'improvviso.

Dalla quarta di copertina:

COLD - Negli ultimi 26 anni 16 spedizioni hanno tentato e fallito le salite invernali agli 8000 del Pakistan. Il 2 febbraio 2011, Simone Moro, Denis Urubko e Cory Richards sono stati i primi dopo questo lungo periodo. Il viaggio li ha quasi uccisi. Cory ha portato con sè una piccola telecamera e ha filmato la difficoltà costante. Questa è la loro storia, vista dalla cruda e sincera prospettiva della lente di Cory.

BIG STONE - Reticent Wall: la più impegnativa via in artificiale di El Capitan in Yosemite Valley è una delle più difficili in assoluto. A5 il grado della scala dell’arrampicata artificiale. è il mondo dei nervi saldi, quello che ci racconta Valerio Folco in questo film. Il mondo della grande arrampicata artificiale moderna, delle big wall, dei marchingegni più strani e dell’uso della fantasia per attaccarsi alla roccia sperando che “il coso” a cui ti appendi regga quel tanto da farti progredire verso la prossima micro tacchetta o l’invisibile buchetto.

LINEA CONTINUA - Quattro generazioni un solo “intento”: andar per monti alla ricerca dell’avventura, del nuovo! Questa è la famiglia Barmassedi Valtournenche; montanari, alpinisti, esploratori e guide alpine del Cervino. Ed è proprio sulla “Gran Becca” cosìviene chiamato il Cervino dai Valdostani, che il 17 Marzo 2010, a distanza di una generazione, padre e figlio si legano assiemeper cercare di salire quel Couloir che, dall’Enjambée, precipita per 1200 m verso la base della parete Sud del Cervino. Un vecchio progetto tentato 24 anni prima dal padre Marco ed oggi ripreso dal figlio Hervé.

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