Abete Bianco - Abies alba Mill.

Scritto da Barbara Colaninno Giovedì, 09 Agosto 2012 11:57

Informazioni aggiuntive

  • Areale e Distribuzione: L’areale dell’abete bianco è montano, ad esclusione di alcune aree in Normandia ed in Polonia. L’abete bianco si rinviene sui maggiori gruppi montani europei: Pirenei, massiccio centrale francese, le Alpi, i Vosgi, le Alpi Dinariche ed i Carpazi. A sud si estende in Appennino (con areale discontinuo) fino in Aspromonte ed in Corsica.Sulle Alpi italiane la sua presenza è saltuaria e mista al faggio e all’abete rosso. Fanno eccezione le Alpi Carniche, il Trentino, l’Altopiano di Asiago e ed il Cadore, dove la sua presenza si fa più significativa. Nell’Appennino si rinviene in maniera più frammentata. Nell’Appennino Centro Meridionale, i popolamenti significativi si trovano in Toscana (dove è stato a lungo coltivato in tenute monastiche o granducali), Appennino Teramano e Gran Sasso, Appennino Molisano, Pollino e Appennino calabrese.
  • Ecologia:

    L’abete bianco sopporta temperature minime estremo al pari dell’abete rosso, ma le sue esigenze di calore estivo e la grande sensibilità all’aridità fisiologica gli impediscono si espandersi nella fascia alpina. La specie è poco soggetta alle gelate primaverili, ma molto sensibile all’eccessiva umidità atmosferica che favorisce i parassiti.Ama terreni profondi ed umidi. L’apparato radicale è profondo e adatto ad eludere i periodi di aridità. Tuttavia in caso di crisi da aridità i danni sono aggravati dalla presenza di parassiti. È una specie molto tollerante all’ombra nella fase giovanile. Questo gli permette di sopravvivere in popolamenti misti e di concorrere con altre specie. L’abete bianco non riesce a sviluppare popolamenti puri naturali perché non riesce a rinnovarsi nel suo humus.

  • Portamento:

    L’albero ha una forma di cono stretto. A seconda della stazione, l’altezza può raggiungere i 40 - 60 m di altezza.

  • Foglie:

    Le foglie sono lineari, corte (circa 3cm), verde scuro lucente nella pagina superiore, mentre in quella inferiore presentano due strisce biancastre. Gli apici delle foglie sono bifidi. Sono disposte sui due lati del rametto.

  • Fiori e Frutti:

    Gli strobili sono lunghi dai 10 ai 20 cm, eretti prima verdi poi bruno – arancio, con brattee sporgenti e squame a ventaglio. A maturità si sfaldano e sulla pianta rimane sono l’asse centrale.

  • Corteccia:

    Liscia, levigata e grigia, tende a fessurarsi in piccole placche con l’età.

  • Uso: E’ conosciuto anche come abete d’argento ed è usato come albero di natale in alcune parti d’Europa. Il suo legname è stato usato, sin dai romani, per la costruzione di remi e degli alberi delle navi. L’eccessivo sfruttamento di questa specie ha portato alla sua progressiva rarefazione. Oggi si sta cercando di reintrodurlo insieme al faggio.Il legname è leggero e tenero e trova una molteplicità di utilizzi.
  • Bibliografia:

    Bernetti G., 1995, Selvicoltura Speciale, Utet – Torino
    Chiusoli A. et al., 1993, Alberi ed arbusti d’Italia, Ed. di Selezione dal Reader’s Digest S.p.a. – Milano
    Coombes A., 2006, Alberi, Ed. Dorling Kindersley Handbook.
    Poluing O., 1997, Guida degli alberi ed arbusti d’Europa, Ed. Zanichelli – Bologna