Betulla bianca - (Betula pendula Roth)

Scritto da Barbara Colaninno Giovedì, 09 Agosto 2012 12:07

Informazioni aggiuntive

  • Areale e Distribuzione: La Betulla pendula è la betulla di dimensioni arboree più diffusa in Europa ed in Italia. Le sua distribuzione è tipicamente montana, ma spazia dalla fascia basale a quella subalpina. L’aerale ha un’ampia diffusione: a nord si spinge fino al circolo polare artica, mentre a sud arriva in Grecia, in Spagna ed in Italia fino in Sicilia. L’ecotipo più meridionale è la varietà aetnensis Raf. presente in addensamenti caratteristici della vegetazione dell’Etna. In Italia è diffuso sulle Alpi, al margine dei campi e prati, su sabbie e pendii detritici, ed ad intermittenza sugli Appennini: si dirada nell’Appennino settentrionale, scompare in Umbria e nelle Marche, è presente in Campania ed in piccole stazioni abruzzesi, assente nel Molise ed in Calabria, riappare in Sicilia.
  • Ecologia:

    La betulla pendula è una specie rustica. Grazie alla sua grande adattabilità, alle sue scarse esigenze ed alla sua capacità di migliorative del terreno è considerata una specie colonizzatrice.
    Dal punto di vista termico la betulla dimostra grande adattabilità, anche se nelle aree più calde presenta minore longevità.
    Ha alte esigenze idriche a causa dell’elevata traspirazione. Tuttavia riesce ad evitare stress idrici grazie all’apparato radicale molto profondo ed un ciclo vegetativo rapido.
    È indifferente alla reazione del suolo. La si rinviene più frequentemente sui suoli acidi a causa della minore concorrenza di specie. Essendo una specie pioniera e rustica, la ben si adatta ai terreni più poveri e degradati.
    Rami e Foglie di BetullaLe esigenze di luce sono molto elevate a conferma della sua preferenza di ambienti poveri, con terreni minerali dove difficilmente si possono instaurare competizioni con specie più esigenti.
    Nella fascia subalpina, si trova nelle boscaglie di ontano verde, nei lariceti o al margine delle peccete.
    Nella fascia montana è collegata al pino silvestre, forma boschetti misti con il pioppo tremulo nelle aree agricole abbandonate e con il faggio si associa solo nei cedui con suolo acido.
    Nella fascia basale è legata ai querceti su suoli acidi, ai castagneti abbandonati.
    La presenza della Betulla sull’Etna è strettamente collegata all’attività del vulcano, che le fornisce continue occasioni si pionierismo.

  • Portamento:

    Il portamento è leggero ed elegante grazie all’andamento dritto del fusto e pendulo dei rami. Generalmente cresce fino ai 15 m, ma può arrivare fino ai 30 m.

  • Foglie:

    Le foglie di forma triangolare, sono lunghe da 2,5 a 7 cm, base dritta, margini frastagliati con doppia dentatura e con picciolo e pagina inferiore glabra.
    Sono sottili e si decompongono in fretta arricchendo il terreno a favore di specie più esigenti.
    In autunno diventano gialle prima di cadere.

  • Fiori e Frutti:

     

    Le infiorescenze (armenti) maschili sono bruno-purpurei, mentre quelli femminili, più piccole, sono verdi e si schiudono in aprile.
    Le infruttescenze rimangono sull’albero fino a dicembre, poi si frammentano in squame e semi leggerissimi ed alati che vengono dispersi dl vento.

  • Corteccia:

    La corteccia è uno degli elementi che rendono la betulla pendula più riconoscibile. Infatti è anche nota come betulla bianca per la tipica colorazione bianco-argentea con fessure o creste scure angolose. Vedi Foto della Corteccia...

  • Uso: Le betulle sono sempre state preziose per le popolazioni montane, fornendo frasca, scorza, legno, essudati zuccherini. Il legno non è usato in industria perché poco durevole e di piccole dimensioni. È usato per la produzione di spazzole, utensili e lavori al tornio. È un ottimo combustibile. I rami vengono usati per fare scope da giardino. Le foglie e la corteccia hanno proprietà tintorie. Dalla corteccia di estrae un olio che era utilizzato nella concia del cuoio e come medicinale. Inoltre, incidendo la corteccia, si otteneva un essudato zuccherino. Dalla fermentazione di questo essudato si otteneva una bevanda alcolica e aceto. Era un albero sacro per le popolazioni Celtiche. Grazie alla loro portamento ed alla loro capacità d’ibridazione intraspecifica, le specie del genere Betula sono fra le più diffuse nel mondo a scopo ornamentale. E’ una specie utilizzata come consolidatrice insieme con ontani e salici.
  • Bibliografia:

    Bernetti G., 1995, Selvicoltura Speciale, Utet – Torino
    Chiusoli A. et al., 1993, Alberi ed arbusti d’Italia, Ed. di Selezione dal Reader’s Digest S.p.a. – Milano
    Coombes A., 2006, Alberi, Ed. Dorling Kindersley Handbook.
    Poluing O., 1997, Guida degli alberi ed arbusti d’Europa, Ed. Zanichelli – Bologna

    Foto di Barbara Colaninno scattate in Provicia di Lecco