Inquadramento floristico: nozioni di base

Scritto da Barbara Colaninno Venerdì, 22 Giugno 2012 15:13

Grazie all’ossatura montuosa costituita dalle Alpi e dagli Appennini e dalla sua estensione latitudinale, l’Italia è caratterizzata da grande variabilità di microclimi, sottoposti a influenze climatiche mediterranee nelle aree centro meridionali ed europee continentali nell’area settentrionale.

La presenza di microclimi ha favorito la formazione di delicatissimi sistemi ecologici caratterizzati ciascuno da peculiarità distintive.

In Italia, infatti, si possono ritrovare quasi tutte le specie dell’Europa Centro settentrionale, ma anche quella della flora iberica, nord-africana, balcanica ed asiatica anteriore.

Questa grande ricchezza di specie è da leggersi anche in funzione delle ultime glaciazioni e delle relative migrazioni, animali e… vegetali. Attraverso i pollini ed i semi trasportati dagli animali, dal vento e dall’acqua, anche le specie vegetali hanno potuto sfuggire alle glaciazioni.
Infatti quando si descrivono gli areali delle specie vegetali, nella letteratura scientifica, spesso di fa riferimento alle vicende post glaciali. Infatti durante le glaciazioni, le specie hanno trovato rifugio spostandosi più a sud. Con il ritiransi dei ghiacci, le specie sono tornate a spostarsi verso nord. Tuttavia, molte, si sono fermate nelle aree rifugio, perché adattatesi alle nuove condizioni pedoclimatiche o perché sono rimaste isolate.

Per rappresentare le diverse tipologie di boschi, esistono diverse classificazioni nella letteratura scientifica che mirano ad inquadrare per grandi linee le specie vegetali e gli ambienti in cui queste vivono.
Fra queste ne utilizzeremo una piuttosto semplice e di uso comune che si articola in fasce di vegetazione, e si basa su criteri altitudinali.

Si riconoscono:

  • la fascia nivale;
  • la fascia alpina;
  • la fascia subalpina;
  • la fascia montana;
  • la fascia basale;
  • la fascia mediterranea;

La fascia nivale e la fascia alpina sono entrambe sopra-forestali, cioè si trovano a quote superiori a quelle della vegetazione arborea.

Bibliografia:

Bernetti G., 1995, Selvicoltura Speciale, Utet – Torino
Pignatti S., 1998, I Boschi d’Italia, Utet –Torino