La famiglia delle Genzianacee

Scritto da Mercoledì, 11 Luglio 2012 09:02

La famiglia delle Genzianacee comprende circa settecento specie differenti distribuite in circa settanta generi distinti di cui il più importante rappresentante è il genere Genziana.

Si tratta di un gruppo di piante annue, biennali o perenni.

Dovendo affrontare il clima montano, di basse temperature per gran parte dell’anno arrivano alla maturità in tempi assai lunghi. Hanno radici grosse, carnose e cilindriche e contengono glucosidi amari. Spesso sono prive di fusto o sviluppano brevi fusti striscianti. Questi fusti portano fiori di colore blu intenso, rossi, rosa o gialli. I fiori 4-5 lobati possono essere raggruppati in infiorescenze oppure sbocciare isolatamente. Le piante del genere Genziana le ritroviamo nelle regioni temperate dell'Asia, dell'Europa e del continente americano. Prediligono un habitat di tipo alpino le troviamo fino a quote che vanno oltre i 2500 metri. Vivono su terreni calcarei, umidi ma ben drenati. In particolar modo trovano il loro ambiente ideale nei pascoli d’altura dove in primavera si riproducono per seme. In Italia sono presenti nelle regioni appenniniche ed alpine.

Genziana VernaNel genere Gentiana la specie più rappresentata è la Gentiana lutea L. impropriamente chiamata genziana maggiore. Questa specie perenne, ha radici grosse e carnose e fusti semplici ed eretti che possono raggiungere i 40 – 150 cm. Le foglie sono opposte ovato - lanceolate con 5 nervature parallele ed evidenti. I fiori sono gialli con punteggiature brune e raggruppati in infiorescenze all’apice dei fusti e nell’ascella delle foglie superiori.
Nel riconoscimento della genziana lutea bisogna fare attenzione a non confonderla con la Veratrum album L. ( veratro o elabro o elleboro bianco), velenosa. Senza fiori le due piante sono molto simili, ma il veratro ha le foglie alternate e non opposte e lievemente pubescenti nella pagina inferiore.

L’interesse verso la genziana maggiore, come per alcune altre appartenenti allo stesso genere, risiede nel fatto che la genziana viene largamente utilizzata per la produzione di liquori: grappa, acquaviti, distillati per aperitivi e digestivi amari. Le proprietà curative delle radici, che contengono dei principi amarissimi ed aromatici, erano già note dall’antichità per la loro azione stimolante, tonica, antipiretica. Il suo decotto veniva usato fino a tempi recenti come vermifugo.

GenzianaRicorda il botanico Pierre Lieutaghi:“Poiché la crescita della pianta è molto lenta e la si svelle molto spesso prima della fioritura, essa finisce per scomparire dal suo habitat naturale”.
Per questo motivo fin dagli anni settanta in Italia sono state adottate in un gran numero leggi regionali a protezione, nelle are montane, di tutte le specie del genere Genziana presenti in Italia.

Molti aperitivi oggi in commercio, sono prodotti a base di genziana lutea. In montagna, all’aperitivo si preferisconoe un’acquavite leggermente amara per stimolare l’appetito. Per ottenere acquaviti secondo i metodi tradizionali si fa fermentare in un fascio le redici fresche (ricche di zuccheri). Da queste poi per distillazione si ottiene un’acquavite che fa vergognare i migliori alcolici nostrani.
Per raccogliere la genziana destinata alla produzione, le case produttrici sono solite richiedere opportune autorizzazioni regionali. La raccolta si fa prevalentemente dopo l’estate tra agosto e settembre avendo cura di raccogliere le piante mature in maniera tale da salvaguardare la riproduzione di una specie così fragile.

Le regioni più interessate da questo genere di tradizione e che hanno adottato chiare regole per la produzione di grappe e distillati di genziana sono quelle del nord Italia parliamo di Alto Adige, Trentino, Piemonte e molto si è fatto per la tutela anche in Toscana.

Note Bibliografiche:

Guida Botanica d’Italia – Eugenio Baroni – Ed. Cappelli
Fiori di Montagna – Maria Teresa Della Beffa – DeAgostini