Pino cembro o cirmolo (Pinus cembra L.)

Scritto da Giovedì, 28 Giugno 2012 09:16

Informazioni aggiuntive

  • Areale e Distribuzione: L’areale comprende le Alpi e aree nei Carpazi. Il pino cembro si rinviene nelle zone più interne e di maggiore altitudine (raramente ai 1000 m s.l.m. fino ai 2400 m s.l.m. e oltre). Limite occidentale dell’areale è il Monviso, mentre il limite orientale è rappresentato dalle Alpi Tauri in Austria e dalla Conca di Misurina in Italia. In Italia ha popolamenti molto caratteristici in Valtellina e nel Livignasco. Assume grande importanza anche nella provincia di Bolzano dove crea popolamenti puri o misti con l’abete rosso e il larice. Nelle altre aree si rinviene nelle valli più interne, scomparendo dove il clima si fa oceanico. Il pino cembro è stato utilizzato per rimboschimenti in alcune zone dell'Appennino Tosco Emiliano.
  • Ecologia:

    La resistenza al gelo della specie dipende dallo stato vegetativo. Durante il riposo può resistere anche fino a -40°C, mentre in estate i germogli non resistono oltre i -2°C. La necessità minima di calore equivale ad una stagione di circa 60-70 giorni. Tuttavia una stagione troppo lunga crea crossi problemi di squilibrio fra fotosintesi e respirazione. Questo è uno dei fattori che determina il limite altimetrico inferiore del suo areale.
    Altro fattore limite è la concorrenza con l’abete rosso. L’ambiente del pino cembro non presenta generalmente grossi problemi di aridità, ma se le precipitazioni scendono al di sotto dei 700mm annui, lascia il passo ai cespuglietti. Mal sopporta le conseguenza dell’aridità fisiologica.Sopporta la copertura in gioventù ma poi le esigenze di luce aumentano. Non ha grosse esigenze edafiche e può comportarsi come specie pioniera. In linea di principio dovrebbe succedere al larice, essendo una specie conclusiva. Ma i tempi di questa successione sono spesso tanto lunghi da creare popolamenti misti.

  • Portamento:

    La pianta assume un portamento a colonna stretta. Lo sviluppo della pianta è molto lento, raggiungendo in 200 anni (in buone condizioni ambientali) 25-28 m di altezza e 55-60 cm di diametro. I rami corti ed orizzontali crescono anche fino a toccare il terreno.

  • Foglie:

    Le foglie, aghiformi, sono lunghe circa 9 cm, raggruppate in ciuffetti di 5, rigide, verdi e lucide superiormente e biancastre sotto. I germogli giovani hanno i rametti con peluria bruno arancio.

  • Fiori e Frutti:

    I coni sono lunghi circa 7,5 cm, a uovo, blu-viola prima e a maturità sono rosso-marroni. La maturazione degli strobili è biennale e si completa fra ottobre e novembre. L’apertura delle squame, mai completa, si ha in inverno.

  • Corteccia:

    Prima liscia grigio-verdognola; poi grigio-marrone, squamosa.

  • Uso: Riveste un importante ruolo paesaggistico, naturalistico e protettivo. Il suo legno è molto pregiato e tenero. È utilizzato per sculture in legno o per rivestimenti interni. La produzione del legno è ottenuta attraverso interventi di selvicoltura naturalistica. La corteccia è utilizzata in conceria e, con i germogli, è usata per produrre una resina profumata detta “balsamo dei Carpazi”. I semi sono simili ai pinoli, ma più piccoli. Anche questi sono commestibili. Sono mangiati freschi o come decorazione nella pasticceria. Dai gusci dei semi si produce l’“olio di cedro”
  • Bibliografia:

    Bernetti G., 1995, Selvicoltura Speciale, Utet – Torino
    Chiusoli A. et al., 1993, Alberi ed arbusti d’Italia, Ed. di Selezione dal Reader’s Digest S.p.a. – Milano
    Coombes A., 2006, Alberi, Ed. Dorling Kindersley Handbook.
    Poluing O., 1997, Guida degli alberi ed arbusti d’Europa, Ed. Zanichelli – Bolognap