Rosa selvatica (Rosa canina L.)

Scritto da Mercoledì, 13 Giugno 2012 18:53

Ricca di tannino, la rosa canina è per questo indicata per combattere la dissenteria e la diarrea. Gli acidi malico e citrico, pure peresenti in questa pianta. Conosciuta dai ragazzi di campagna col nome di grattaculo (perché i peli interni, contenuti nel ricettacolo sono molto irritanti), la rosa canina va a finire di solito, per gioco nelle scollature degli abiti delle ragazze ("Le Erbe Nostre Amiche" - vol 2 - Daniele Mantra e Diego Semiolli)

Informazioni aggiuntive

  • Areale e Distribuzione: La variabilità dei caratteri nella rosa selvatica ha spesso fatto pensare a specie diverse. Ma diversi studi hanno evidenziato che i vari caratteri non si sono differenziati tanto da definire specie diverse. Il suo areale è molto esteso. Si rinviene spontanea in Europa, Asia e Nord Africa. In Italia è la rosa spontanea più comune. Diffusa su tutto il territorio fra 0 e circa 1600m s.l.m..
  • Ecologia: Si rinviene nei cespuglieti, nei pascoli, lungo le siepi e nelle boscaglie degradate con le querce caducifoglie, il faggio l’abete ed il pino.
    Preferisce suoli abbastanza profondi, ben drenati ma si adatta bene ad altri terreni.
  • Portamento: È un arbusto con altezza variabile fra i 30 cm ed i 2 m.

    I fusti sono glabri, legnosi e presentano spine rosse ed arcuate con la base allungata e schiacciata.

  • Foglie: Le foglie sono composte, cioè formate da foglioline più piccole, in numero di 5/7 per foglia. Sono grandi circa 4/7 cm ovato-ellittiche, pelose e dentellate ai margini.
    Alla base del picciolo sono presenti le “stipole”, minuscole foglioline che si trovano all’inserzione sul ramo, che in questa specie sono allungate e adese al picciolo.
  • Fiori e Frutti:

    Fiorisce fra maggio e luglio.
    Possono trovarsi da soli alla sommità del ramo o sono riuniti in gruppetti 2/3 fiori, comunque superati dalle foglie. I petali sono bilobi, 5 per fiore, rosati all’estremità e più chiari fino a bianchi all’interno. I fiori sono larghi 4/7 cm.
    I sepali (foglioline modificate che hanno funzione protettiva del fiore) site alla base, subito dopo la fioritura tendono a cadere rapidamente.
    Il “cinorrodo” (il frutto delle rose) è rosso, grande circa 1/2 cm, a forma di pera e matura in tardo autunno.

  • Corteccia: Verde con spine sulle estremità giovani e grigia e fessurata sugli organi più adulti.
  • Uso: La rosa è molto usata per il suo contenuto di vitamina C, tannini e acidi organici. Ha proprietà astringenti, vitaminizzanti e diuretiche. Come uso esterno si adopera come decongestionate (bagni oculari, gargarismi per le infiammazioni del cavo orale, per pelli delicate e arrossate, ecc.). I fiori e foglie si usano per la preparazione di infusi e tisane. I petali sono utilizzate per il miele rosato e nelle insalate. I frutti si raccolgono in autunno e sono utilizzati per la produzione di marmellate e decotti. I semi vengono impiegati per la preparazione di antiparassitari.
  • Bibliografia:

    - Della Beffa M.T., 2001, Erbe, Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara

    - Pignatti S., 1997, Flora d’Italia, Ed. Edagricole della Calderini S.r.l., Bologna

    Foto di Giorgio Carrozzini: Monti Sibillini (ai piedi del Monte Prata), lo stesso ramo fotografato in primavera e in autunno per osservare fiori e frutti.

    Foto dei cinorrodi scattata in località Campo Felice.

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