Monte Vettore - Un risultato per un novizio...

Scritto da Domenica, 02 Maggio 2004 00:00

Monte Vettore

Il ricordo di quell'escursione si fa sfocato non ricordo tutti i dettagli e le sfumature di pensiero e di approccio, ma ancora riesco a ricostruire dopo anni il piacere di quei giorni.

La salita al Monte Vettore avvenne in modo sensazionale per me che andavo scoprendo la vera grande passione. Avevo lavorato tutto l'inverno sul mio allenamento, con metodo, con costanza, con profitto. Il mio stato fisico complessivo era perfetto: magro, scattante, con una capacità di recupero che solo la costanza dell'allenamento poteva darmi. Ogni escursione era preceduta da lunghi periodi di allenamento. All'epoca “buono stato fisico” era sinonimo per me di sicurezza. Quel giorno uscivo in montagna con la mia “prima piccozza”.

Partito da Preci, dove soggiornavo con la famiglia, arrivai alle otto di mattina a Forca di Presta. Non ero solo, con me un gruppo di Alpinisti del CAI, muniti di tutto punto di attrezzatura, chiodi e corde per attrezzare una via di salita lungo lo spigo della cima di Prato Pulito.

La neve ancora molto ghiacciata richiedeva, la dove presente, di indossare i ramponi.

L'escursione fu rapita, appena due ore e dieci minuti solo per salire. Ero esaltato dal risultato: 900 metri di dislivello su terreno misto percorsi in così poco tempo.

Ma ero un novizio, ma quella era la mia seconda cima oltre i 2000 metri e riuscire nella conquista significava per me aver dimostrato soprattutto di essere stato, almeno per una volta in vita mia, essere stato coerente e perseverante.

Una grande giornata di sole, un grande risultato per un escursionista che aveva appena cominciato la sua strada fra le cime dell'Appennino.

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

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