Gran Sasso

Premessa: Un anello escursionistico di ampio respiro, con passeggiata nel ricco bosco del Monte San Franco e lungo la sua ampia dorsale che regala un bellissimo panorama sul Lago di Capotosto. Escursione più adatta nei mesi di giugno, luglio con il risveglio della primavera piuttosto che nei mesi autunnali.

Caratteristiche del tracciato:  Il percorso unisce i Sentieri CAI 112 e 111 con facilità. Tuttavia qualche problema lo da il sentiero 112 che nel suo tratto iniziale è poco segnato e si rischia di smarrirsi nel bosco.

Premessa: Un percorso tecnicamente semplice specie durante la bella stagione. Impegnativo dal punto di vista fisico che regala uno dei più impressionanti panorami sul precipizio della Parete Nord del Monte Camicia.

Caratteristiche del tracciato: Il percorso è una delle salite classiche, le cui tracce di sentiero sono perfettamente segnate e non lasciano possibilità di smarrisi (anche in caso di nebbia).

Molto percorso questo sentiero rimane pur sempre un percorso faticoso fisicamente.

Premessa: Lungo la linea di cresta orientale del Gran Sasso è possibile realizzare una breve e meravigliosa escursione, molto aerea e panoramica accessibile ad escursionisti che abbiano dimestichezza con l'uso delle mani e dei piedi ma che nel suo complesso non nasconde particolari difficcoltà. Un'escursione che si può svolgersi senza troppa fatica e senza fretta.

Caratteristiche del tracciato: dal parcheggio lungo la strada statale 17 fino a vado di corno si procede su strada sterrata. Da Vado di Corno a Pizzo San Gabriele il percorso segue chiari segni di tracciato e bollini sengaletici. Solo alcuni passaggi richiedono cautela.

Premessa: La lunga cresta che va dal dal Pizzo di Camarda al Pizzo Cefalone è forse una delle più affilate e panoramiche creste di tutto il Gruppo Montuoso del Gran Sasso. Pizzo di Camarda è in effetti la prima cima che segna l'inizio di questa affilata e interrotta cresta. Verso meridione il precipizio degrada per oltre mille metri verso Assergi con un effetto davvero vertiginoso. Verso settentrione lo strapiombo si affaccia nella verde e lussureggiante Val Chiarino.

Caratteristiche del tracciato:  Percorso faticoso che non regala panorami particolarmente variegati fino all'arrivo in cresta. Benché ci sia la possibilità di arrivare fino in alta quota per mezzo della sterrata la via di salita che suggeriamo si muove lungo un selvaggio e divertente canalino in cui (durante i mesi estivi) è possibile arrampicarsi su passaggi di primo e di secondo grado muovendosi su roccette e massi abbastanza stabili.

Premessa: Il Monte Aquila è una cima che, se conquistata durante l'inverno, con una copertura nevosa adeguata può regalare fortissime emozioni e paesaggi di vera alta montagna. Non è certo una montagna altissima (rispetto alle cime circostanti) e tecnicamente affatto difficile. Il giro escursionistico qui proposto rimane comunque degno di nota per impegno fisico.

Caratteristiche del tracciato: L'anello si svolge in parte su sentiero in parte su strada. Nei mesi invernali quando la neve copre i sentieri il percorso è individuabile dalla linea di cresta del Monte Portella e del Monte Aquila. Solo in caso di nebbia sulla sella del Monte Aquila sussiste la concreta possibilità di perdersi.

Premessa: La Cimetta (2266 m) è una piccola vetta che si trova a Nord del Monte Prena. Si tratta, invero, non tanto di una cima come vorrebbe il suo nome ma di un promontorio contrafforte lo stesso Monte Prena. Un contrafforte che osservato dal Vado di Ferruccio è chiaramente definito, quasi un massiccio a se stante. Considerare “La cimetta” una vetta vera e propria dell'appennino evidentemente non si è tenuto conto della sua posizione e dimensione ne tanto meno il dislivello da una vicina sella. Nessuna sella divide il Monte Prena da questa cima. Quello che evidentemente fa considerare la Cimetta una vetta a se stante deve necessariamente essere da una parte la ragione storica e dall'altra la ragione topografica.

Interessantissimo il panorama sulle Torri del Casanova, sul versante Nord del Monte Prena e sul Monte Camicia ed il prominente ed evidentissimo Dente del Lupo.

Caratteristiche del tracciato: Il sentiero per raggiungere il vado di Ferruccio è chiarissimo e non ci sono possibilità d'errore. Dal Vado di Ferruccio si sale ai Piani d'Alburno ed è qui che qualche piccola perplessità può sopraggiungere nel percorrere il crinale. Complessivamente rimane comunque un'escursione semplice.