Rassegna Stampa & Curiosità

Recensioni scritte sulla base di una lettura critica vera e propria. Abbiamo valutato i testi facendo una vera e propria critica letteraria, tecnica  e stilistica dei libri di montagna.

Sulle montagne di libri avevamo già incontrato Andrea Nicolussi Golo, la sua penna meravigliosa e dolce. Il nuovo libro di Andrea, lasciate che lo chiami per nome, lo sento come un amico, è un libro molto diverso dal precedente.

Non si palra di “tzimbar” ma di gente di montagna. Un racconto che parte dalla montagna, lungo un viaggio lontano nel tempo e nello spazio per poi fare ritorno alla montagna.

Nell’agosto 1910 due alpinisti, provenienti dalla lontana Germania, percorrevano per la prma volta la cresta più alta e spettacolare del Gran Sasso, quella che oggi è divenuta uno dei più classici itinerari, conosciuto come “traversata delle tre vette”.

Non sono molte le donne di montagna, fra queste non sono molte le donne che non si sono fatte indurire il cuore dalla montagna stessa. Coccolati dalla dolcezza di una scrittura prudente e serena percorriamo velocemente i racconti di Paola Cosolo Marangon.

La transumanza delle greggi che dall'Abruzzo tornava al Tavoliere delle Puglie ha lasciato profonde tracce nel territorio. Sarah Gregg e Bruno Petriccione propongono il loro secondo libro dedicato a ripercorrere il Regio Tratturo da Foggia a Celano.

E' la storia di due alpinisti francesi (Cristophe Dumarest e Yann Borgnet) che decidono di concatenare alcune vie aperte da Walter Bonatti  sul Monte Bianco. E' un modo per celebrarlo, per rendergli merito, per riconoscegli la panternità della nuova generazioen di alpinisti.

Voglio consigliarvi un libro! Concedetemi qualche minuto per speiegarvi il perché...

Il pensiero filosofico francese, la sua vista acuta, il suo sguardo spesso indiscreto e disilluso sono spesso scomodi come una giacca troppo larga o una camicia dalla maniche troppo lunghe.

Il tempo può cambiare l’aspetto del mondo in maniera sorprendente. E’ difficile pensare che una barriera corallina possa un giorno diventare una catena di imponenti montagne.

Per quelli che hanno visto almeno una volta i borghi disabitati di montagna, per quelli che hanno vissuto lo spopolamento, per quelli che hanno provato il senso della “fine” delle cose del mondo questo libro è come una ferita aperta.

Un libro entusiasmante per il ritmo incalzante, ritmico, quasi danzante. Un intreccio di emozioni e ragionamenti lontani da una fredda e sterile speculazione teorica. La penna di questa donna, intensa e coinvolgente esplora con sguardo impudico la passione per la montagna.

Pubblicato nella collana “Piccola filosofia di viaggio” il libro di Emeric Fisset è uno di quei libri che spiazzano e colpiscono allo stesso tempo. Un punto di vista che stravolge il nostro modo di rapportarci al concetto di “camminare” e … perché no di viaggiare.

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