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Patrick Santillo detto Trespass

Scritto da Domenica, 16 Ottobre 2011 15:38
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Patrick Santillo

Sotto quel visino da bravo giovanotto si nasconde la dura pellaccia da lupo solitario. Patrick non è uno sportivo scatenato ma pur sempre pieno di entusiasmo.

Lo incontri su una vetta e la settimana dopo esci con lui per condividere nuove esperienze in grande libertà.

Patrick ci ha portato sulla via Direttissima al Corno Grande. Forse io e Doriano non eravamo preparati a tanto ma lui ci ha saputo dare la carica... Il viaggio fino al Gran Sasso è breve ma quanto basta per scambiarci le nostre prime impressioni sulla montagna, io gli chiedo:

Allora dimmi Patrick ... da quanto tempo vai in montagna?

Vado in montagna in, diciamo, "autonomia" dal 1996. Prima di allora avevo già vissuto esperienze di "outdoor" con il gruppo scoutistico di cui facevo parte. Ma la vera molla a salire in cima a qualche cosa scattò in quell'anno.

Mi racconta che è stato sul Gran Sasso già 15 volte, e per me che non ci ero mai stato fino all'età di 32 anni questo mi sembra enorme... - Caspita in questi anni hai collezionato un bel numero di esperienze cosa ti ha insegnato la montagna?

Non so se si possa dire che la montagna mi abbia veramente insegnato qualche cosa. Qualche cosa che abbia un valore anche al di fuori dell'esperienza in montagna in se. Voglio dire, spesso si celebra la montagna come palestra di vita. Io non lo so se possa essere così. Credo che la vita "vera" presenti problemi e segua dinamiche molto differenti. La montagna anzi è spesso una fuga dalla realtà, una fuga rigenerante, certo, ma pur sempre una fuga.

Ci sarà pure una spedizione, un'esperienza che ti ha segnato particolarmente... cosa hai capito da quella avventura?

Non ricordo una singola esperienza che mi abbia segnato in modo particolare. Allo stesso tempo ogni gita, ogni escursione se compiuta con la necessaria presenza di spirito può essere un'enorme fonte di insegnamenti, di esperienze. Soprattutto si impara a capire bene l'ambiente in cui ci si immerge, le sue leggi e le sue dinamiche. A muoverci in esso con sempre maggior sicurezza e consapevolezza. Guai però a credere di essere arrivati. Si ha sempre qualcosa da imparare... e poi la montagna, d'altro canto, può essere così imprevedibile...
 

Mi sembri una persona molto concreta. Credo che nel tuo modo pratico di affrontare la montagna riesci a mettere a frutto le esperienze acquisite nel tempo. Io dal canto mio mi perdo più facilmente in riflessioni astratte che però rimangono tali forse ecco perché mi piace principalmente camminare in montagna...

Io ho scoperto da pochissimo lo scialpinismo e devo dire che al momento è il modo che preferisco per vivere la montagna. Quando c'è neve ovviamente... Tuttavia credo che ogni stagione abbia la sua bellezza. Anzi forse una delle cose più belle è proprio l'osservare, lo sperimentare sulla propria pelle il mutamento delle stagioni in montagna. Insomma il corso ciclico della natura. E la montagna, almeno in Italia, è l'ambiente che conserva maggiormente le sue caratteristiche integrali di naturalità. Del resto è ovvio che sia così. E' un ambiente scomodo, difficile. L'antropizzazione si concentra nei fondovalle...

Patrick ha voluto conoscerci, è lui che mi ha chiesto di uscire insieme, per questo gli sarò sempre grato...

Credo che condividere le esperienze in montagna con qualcuno sia essenziale. Credo che valga per ogni tipo di esperienza. Anche se la mia natura un poco misantropa e il fatto che non è sempre facile trovare dei compagni negli ultimi anni mi fa fatto scoprire la dimensione solitaria. E devo dire che anche questa ha un suo fascino del tutto particolare. Essere completamente soli, in un ambiente spesso difficile, rende estremamente attenti e ricettivi all'ambiente circostante. Inoltre si innesca una sorta di dialogo interiore con se stessi che è difficile descrivere.

Capisco che le relazioni umane in montagna hanno una valenza preponderante, i tuoi amici, quelli che "vanno" e quelli che "vengono" ti hanno lasciato qualcosa durante le lunghe escursioni? Durante le camminate, il freddo, il buio... le paure dette e quelle non dette, i timori, la fiducia?

Tanti ricordi, tante gite che non sarebbero state le stesse senza quelle determinate persone. Ogni esperienza vissuta in montagna è unica anche per questo motivo.

patrick_2.JPGHai un approccio filosofico o semplicemente vai in montagna con una motivazione strettamente sportiva.

La motivazione sportiva è presente, non lo nego. Non mi interessa la competizione con qualcuno, quanto piuttosto il puro piacere dell'attività fisica all'aria aperta in un ambiente quanto più possibile incontaminato. Non è però l'unica. Trovo difficile concepire come semplici sport le varie attività che si possono praticare in montagna. I monti e il semplice atto del salire, di avvicinarsi al cielo, sono pervasi da un diffuso senso di "spiritualità". Questo è stato avvertito dagli uomini di ogni epoca. I monti sono sempre stati per qualsiasi cultura dimore degli dei o divinità esse stesse.

In questo mi sembra che tu abbia sviluppato un approccio filosofico...


Non so se sia un approccio filosofico o meno. A me in montagna una delle cose che piace è sentire e, di nuovo, sperimentare gli elementi. Il sole, il vento, la pioggia, la nebbia, il freddo, la neve. Ciò non significa ovviamente che vada a ricercare le condizioni meteorologiche più avverse. Però è difficile negare la magia paurosa di un temporale sulle creste, la bellezza della roccia calda al sole di luglio oppure l'incanto della nebbia bianco-latte nella quale a volte ci si trova a vagare.

Ho visto sul tuo sito che qualche volta vai Nord, dove ci sono le "vere" montagne... Che ne pensi dell'Appennino? Le sue montagne? La gestione dei parchi? La mediocre gestione dei rifugi... ?

Gli Appennini sono bellissime montagne, spesso selvatiche e poco antropizzate. Abitando a Roma poi siamo ad un tiro di schioppo dall'Abruzzo. Una specie di Svizzera del centro Italia. Una regione ricchissima di vette superiori ai 2000 metri dove si può respirare aria di "montagna vera", specialmente in inverno. In inverno infatti anche le cime più tranquille, quelle che sono semplici passeggiate nella stagione estiva, possono diventare assai interessanti anche dal punto di vista alpinistico e scialpinistico. Certo però è inutile negare un po' di invidia per le Alpi e le loro infinite possibilità. La gestione dei parchi in Appennino mi pare che sia mediamente abbastanza deludente anche se negli ultimi anni la situazione, almeno per alcuni parchi, sembra lentamente migliorare. Sui rifugi niente da dire. Ce ne sono pochi (alcuni invero gestiti molto molto bene, penso al Franchetti), è vero, ma va bene così. Davvero non sento la mancanza dei grandi alberghi in “Stile Hollywood”.

Ho visto nel tuo sito hai qualche nella fotografia...

No probabilmente sono un pessimo fotografo. Per me la fotografia è importante perché si vorrebbe sempre tornare a casa con un ricordo tangibile delle esperienze che si sono vissute. Non sempre però ci si riesce. Gli occhi vedono quasi sempre molto di più dell'obiettivo di qualsiasi macchina fotografica...

Con Patrick siamo usciti qualche altra volta, come sul Monte Prena qualche temo fa... Per certi aspetti ancora la sua personalità rimane avvolta nel mistero. Mi piace quel suo modo concreto ti fare le cose, quel non fermarsi di fronte ai fantasmi della mente, quel suo coinvolgere sempre nuovi amici.

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Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, nella costruzione di siti web di ogni dimensione ed importanza. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!