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Sabato, 05 Maggio 2007 01:00

Roberto Buzz - Muoversi in un ambiente vivo

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Buzz

Gli alpinisti virtuali come me, quelli che arrampicano sulle pagine di internet conoscono Buzz dalla sua presenza nei Forum di montagna, dal suo sito internet, dalle gallerie fotografiche e dai suoi pensieri. Magari qualcuno vi ha parlato di lui... Ho voluto conoscere perché Buzz ha stimolato la mia curiosità, perché c'era il desiderio di conoscere veramente l'alpinismo che si fa in Appennino centrale e che non fa clamore...

Decido di scrivere a Buzz, Patrick mi ha parlato di lui, appunto, e quel poco che mi ha detto mi ha suscitato un certo interesse. Il suo vero nome è Roberto...

Ciao Roberto, sto facendo delle interviste per conoscere meglio i protagonisti dell'alpinismo in Appennino... Vorrei conoscerti meglio ti va di rispondere a qualche domanda?

Premetto che sono un semplice appassionato come tanti e trovarmi nei panni dell'intervistato mi fa sorridere, ma, visto che alle tue domande mi sento di rispondere, lo farò...

Come è iniziata la tua passione per la montagna?

Vado in montagna da ragazzino. Mio padre è bellunese. Ho passato l'infanzia in quelle zone e la montagna senza accorgermene mi è rimasta dentro. Come un lentivirus. Ad un certo punto della mia vita ho capito che quella era casa mia. E non ho più smesso di andarci.

Buzz InvernaleHo visto nel sito che in questi anni hai collezionato un bel numero di esperienze cosa ti ha insegnato la montagna?

Mi ha insegnato a non concentrarsi solo su quello che ci interessa ottenere ma ho capito che è bisogna concentrarci sul contesto generale in cui ci muoviamo. Il rispetto della montagna significa prima di tutto non mettere noi stessi al centro del mondo, ma dare importanza ai particolari. Significa vedersi immerso in un ambiente vivo e mutevole e capire come muoversi in esso con naturalezza. Da ciascuna di queste esperienze ho portato a casa qualcosa. Impari su te stesso, sugli esseri umani, sull'ambiente che ami. Ci sono ricordi più vividi, ma per motivi ognuno diverso.

Ho visto anche nel sito che pratichi diverse discipline legate in qualche modo alla montagna, quale preferisci...

Mi piace la montagna. Mi piace starci d'estate e d'inverno. Il modo con cui mi adatto all'ambiente è secondario. Ma non sono un buon sciatore, purtroppo.

Riguardo agli amici che ti hanno seguito in montagna... quanto sono stati importanti nel quadro delle esperienze di montagna?

Gli amici sono importanti anche perché nell'interazione con essi riesci a crescere. Ognuno può insegnarti qualcosa. Però la dimensione solitaria, in ambiente, per me è necessaria quanto l'amicizia. Non potrei farne a meno. Le esperienze più intense le ho vissute da solo.

Vai in montagna per sport, ti piace, come dire la prestazione atletica o hai un motivo di ricerca interiore...

Non vado in montagna con una motivazione sportiva. Ma nemmeno ci vado cercando risposte. O domande. Come ti dicevo, rifuggo da questa visione antropocentrica per cui l'Uomo utilizza uno strumento (in questo caso la montagna) per esprimersi, per realizzarsi, per trovarsi. Io vado in montagna per quegli attimi in cui non sono più me stesso. In cui non penso. In cui sono tutt'uno con quello che mi circonda. Non li penso, quei momenti. Non li teorizzo nemmeno. Avvengono e basta.

Quando dici: "...in quegli attimi in cui non sono più me stesso. In cui non penso..." mi fa pensare alla filosofia Buddista. Ti dirò io stesso provo una insistente necessità più di vivere ed esistere che di teorizzare sulla montagna. Dimmi... la dimensione solitaria... la meditazione senza pensiero senti che ti danno una sorta di diciamo.. di "benessere"?

In realtà questo di cui parlo è uno stato della mente che riesco a raggiungere se sono da solo e se sto facendo qualcosa d'impegnativo che mi assorbe completamente. Buzz al Terminillo
Spesso si pensa che nell'alpinismo si ricerchi il rischio in quanto tale. Un poco per esibizionismo, un pò per l'adrenalina. Non nego che possa esistere la molla della gratificazione per l'ammirazione degli altri, ma quella che chiamiamo "adrenalina" cos'è in fondo se non una serie di modificazioni biochimiche che si producono nel nostro corpo in relazione a degli stati in cui hai la necessità di essere completamente presente a te stesso?

Per cui si, la percezione del rischio induce a delle modificazioni in noi stessi. Si è totalmente concentrati in quello che si sta facendo. Si perde la cognizione del tempo. Si pensa, certo. Si pensa ad individuare dove e come passare, a dove proteggersi e come, alla tipologia della roccia o del ghiaccio, alla solidità della stessa, alle corde, a quello che abbiamo addosso, a come muoversi. Nella mente si risolvono senza soluzione di continuità complesse sciarade annidate le une nelle altre.

Alla fine, quello che se ne ricava, di quel tempo di cui perdi la cognizione del fluire, è qualcosa di molto simile, credo, alla meditazione.

Sei stato in certi momenti tutt'uno con ciò che ti circonda: la roccia il ghiaccio la neve l'aria. Sei stato parte dell'altro da te. Credo che questa sensazione, che possiamo spiegare in modi diversi, sia quella che porta la gente quasi maniacalmente a praticare alpinismo.

E' un viaggio della mente.

Non potevi essere più chiaro... l'ultima domanda... Hai qualcosa di cui ti vuoi fare porta voce un po' riguardo alla montagna e al tuo approccio al mondo dell'alpinismo in Appennino?

Vorrei che tutti, escursionisti, alpinisti, ghiacciatori, sciatori, lasciassero l'ambiente esattamente come lo hanno trovato. Sono contrario ad ogni forma di fruizione che favorisca una logica consumistica delle risorse ambientali. Sono contrario all'heliski, ai nuovi impianti di risalita, a rifugi, strade, vie ferrate, vie alpinistiche attrezzate. La montagna dovrebbe essere un ambiente in cui ci si inoltra con rispetto. In punta di piedi. E da cui se ne esca senza lasciare traccia.

Grazie Roberto, mi hai ricordato che invece di fare siti internet dovrei tornare a camminare in quei posti che frequento fin troppo poco...

Letto 2272 volte Ultima modifica il Domenica, 16 Ottobre 2011 14:54
Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, esperto in siti web per odontoiatri. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!

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