Canalone dei Mezzi Litri - Una via alternativa...

Scritto da Sabato, 23 Febbraio 2008 00:00

Canalone dei Mezzi Litri

Sabato 23 Febbraio 2008

E' una decisione improvvisa. Il lavoro, i figli, gli impegni di tutti i giorni io e D.R. ci sentiamo al telefono in preda ad un delirio da astinenza. Che si fa? Si parte?Sono settimane che ci trasciniamo una stanchezza inspiegabile, uno stress lavorativo che ci tiene da tempo sotto pressione. Il tempo previsto è spettacolare: sole, sole ed ancora sole.Stabiliamo all'ultimo minuto l'appuntamento l'appuntamento per l'indomani mattina. Decidiamo di partire di buon ora e le 5.30 ci sembra un orario di tutto rispetto. Il bisogno, il profondo desiderio di montagna ci butta dal letto senza neppure l'ausilio della sveglia.

Alle 5.10 sono sotto casa di Doriano, lui è già li che giochicchia con il cellulare... ci viene da ridere a pensare che entrambe siamo così impazienti...La strada Salaria per arrivare ai piedi del Monte Vettore è lunga ma in due ore e venti arriviamo a Pretare, saliamo su per le ampie svolte che conducono verso forca di presta. Ai piedi di un largo spiazzo femiamo la macchina. - Guarda da qui si vede il Rifugio Zilioli. Accidenti da questo canalone si potrebbe salire come in una direttissima.Non facciamo in tempo a pensare la cosa che la decisione è presa. Non arriviamo neppure a Forca di Presta, partiremo da questo spiazzo per salire lungo il canalone. Anche uno scialpinista solitario si ferma e ci indica il percorse dice che si tratta del Canalone dei Mezzilitri. Bene Andiamo su diritti fino al Zilioli e proseguiamo lungo la cresta con l'obiettivo di Cima del Lago.

Il sole è già alto e fa un caldo decisamente primaverile, si sta tranquillamente a maniche corte.All'imbocco del canalone, che rispetto al parcheggio si trova leggermente spostato sulla destra, decidiamo di proseguire per una via di roccia piuttosto che sulla lunga lingua di ghiaccio che si estende fino al bosco.

Guglie e pinnacoli caratterizzano la lunga cresta che costeggia il canalone dei Mezzi Litri.

Una via non dolomitica (ovviamente) ma che a tratti ci ricorda le rocce del Monte Prena. Ci divertiamo a salire sui roccioni, a tratti inoltrandoci su passaggini di primo grado. E' un gioco e presi da una specie di euforia ridiamo e scherziamo fotografando impressionati le rocce tutto intorno. Riprendiamo la via verso il largo imbuto superiore del Canalone dei Mezzi Litri. Più saliamo e più il canalone tende ad aprirsi regalandoci un panorama sempre più ampio.

Arriviamo al margine delle nevi ghiacciate e siamo costretti a calzare i ramponi, è una questione di sicurezza ma anche serve a rendere meno faticosa la salita. Un leggero vento che sale dal canalone ci costringe ad indossare la felpa. Gli occhiali sono d'obbligo sulla neve accecante.

Nel canalone puntiamo dritti al Rifugio Zilioli per fare qualche foto panoramica del Vettore.Quando arriviamo al Rifugio Zilioli il vento sula sella è insistente. Proseguiamo subito per la cresta che conduce a Punta di Prato Pulito. La cresta è innevata ma le rocce affioranti dalla neve ci indicano il margine da non superare. Ci teniamo sul lato sinistro della cresta lanciando a tratti uno sguardo nel vuoto strapiombante verso il lago di Pialato. Superata la cresta il vento è praticamente scomparso. Ci fermiamo a sedere, un panino una tazza di te seduti di fronte al panorama fantastico che da sui Monti della Laga e sul Gran Sasso. Per me si realizza un momento di serenità intensa e profonda. Riesco a svuotare la mente smarrendo i futili pensieri nella vastità del panorama.

Lo scopo della giornata è già raggiunto. Sono felice. Non penso neppure alle vette che ancora ci attendono. Un centinaio di metri e siamo in vetta alla Punta di Prato Pulito (Mt. 2373). Scattiamo le foto di rito e si riparte. In mezz'ora siamo sulla Cima del Lago (Mt. 2422). E' già mezzogiorno e per arrivare al Redentore avremmo ancora bisogno di altre forze che non abbiamo. Ci arrovelliamo sull'enigma: proseguire o accontentarci della già splendida giornata.

Siamo stanchi entrambe e non sappiamo perché (forse proprio per quei 1200 metri di dislivello che abbiamo percorso dal parcheggio in fondo al canalone?). Decidiamo di accontentarci così. La prossima volta il Redentore e il Pizzo del Diavolo saranno nostri.

Ci fermiamo un'oretta, beviamo, ancora, siamo più accaldati del solito. Ripartiamo all'una alla volta del canalone. Sappiamo che ci attente una lunga ma veloce scalettata in discesa. Il pendio ha un'inclinazione non superiore ai 30-35 gradi, la affrontiamo di petto a tratti affondando nella neve che al sole è diventata ormai molle e bagnata.In alcuni punti la neve è ancora ghiacciata e ci attendono ancora alcune prove importanti. Doveva accadere prima o poi e certamente è bene che accada in luoghi sicuri dove il rischio rimane pur sempre limitato. Inciampo nel ghiaccio duro con faccia avanti. Ho la picozza in mano è ho il tempo di pensare solo - “L'unica cosa che posso fare è tentare la manovra...” - La manovra di arresto con picozza appresa al CAI. Riesco a girarmi a piantare la becca e gravare tutto il mio peso sulla picozza. La presa è sicura, il ghiaccio è abbastanza solido

e la frenata breve. Ho lasciato una traccia non molto lunga una decina di metri ma invece di essere terrorizzato per quello che è successo sono felicissimo. Sono stato in grado di non farmi dominare dalla paura, ho solo reagito e fatto quello che andava fatto. E' uno di quei momenti in cui, nonostante il pericolo, sviluppi la giusta stima in te stesso.

Andiamo avanti. Il sole è  cocente ed il canalone fa il classico effetto specchio. Sento il viso caldo, probabilmente mi sto abbronzando e devo essere tutto arrossato. Ma la pigrizia come al solito mi impedisce di mettermi la crema protettiva. Entrambe cadiamo in qualche grande buco di neve delle dimensioni di 1x1 metro, ci tiriamo su e continuiamo. In due ore e mezza siamo nuovamente alla macchina. Forse un po' stanchi ma tanto, tanto soddisfatti.

La via del Canalone dei Mezzi Litri è forse la via più interessante di salita al Monte Vettore, non è la solita Via Normale. Interessante, varia, diretta, immediata ariosa e certamente panoramica. Dall'inizio alla fine è stata un'improvvisazione continua. La montagna è anche questo, ci insegna che dobbiamo essere pronti alle scelte repentine e che a volte queste possono regalarti meravigliose escursioni o salvarti la vita.

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