Paul Pritchard - Un alpinista a carico di Sua Maestà

Nato in cima a una cava e adolescente ai tempi in cui il lavoro nel Regno Unito scarseggiava, Paul Pritchard rappresenta lo scalatore disoccupato per antonomasia, colui che viveva di scalate finanziandosi con gli assegni di disoccupazione. Vilipeso da alcuni per non condurre uno stile di vita più tradizionale, in Deep Play Pritchard giustifica l’investimento statale con un resoconto eloquente e avvincente delle pressioni e delle ricompense dell’arrampicata moderna.
La crescita di Pritchard come scalatore prende forma gradualmente, dai suoi esordi nel Peak District in Inghilterra al suo trasferimento nel Galles del Nord, dove iniziò a farsi un nome sulle scogliere di Anglesey.
Nel 1987, in Scozia con Johnny Dawes, Pritchard scalò in libera The Scoop, la via aperta in artificiale sulla strapiombante parete di Sron Ulladale.
Nel 1992 con Simon Yates, Noel Craine e Sean Smith, Pritchard partì per la Patagonia dove realizzò una nuova grande via sulla parete Est della Torre Centrale del Paine.

Seguirono altre salite, notevoli ripetizioni, prime ascensioni e talvolta semi-sconfitte sul filo della morte, sul Mount Asgard, in Yosemite, a Bariloche, sulle Torri di Trango e sul Meru; nuovi viaggi in Patagonia e altre nuove vie nel Regno Unito.
Nel 1997 vince il Premio Boardman/Tasker per la letteratura di montagna con il libro "Deep Play",
pubblicato in Italia da Versante Sud.
Con i soldi del premio parte per un giro del mondo che lo porta infine a scalare un sottile pilastro di roccia sulle coste della Tasmania, conosciuto come
Totem Pole. Ed è lì che venerdì 13 febbraio 1998 un grosso masso, dopo un volo di 25 metri, lo
colpisce alla testa.
I danni sono così gravi che i dottori pensano che non potrà mai più camminare né parlare, tutto il lato destro del corpo è rimasto paralizzato.
Pritchard passa così l'anno successivo su una sedia a rotelle, lottando per recuperare la capacità
di parlare e la memoria.

Il libro che racconta questi eventi, "Totem Pole", vincerà un secondo Boardman Tasker Award, un riconoscimento senza precedenti.
Dopo l’incidente Paul rimane a vivere in Tasmania dove si sposa e ha una figlia. Anche se disabile, egli ha voluto continuare a vivere attivamente, realizzando delle vere e proprie imprese.

Paul Pritchard

Paul è nfatti tornato ad arrampicare, e nel 2005 ha fatto parte di una spedizione sul Kilimanjaro composta interamente da disabili.
Nel suo entusiasmante spettacolo, in cui racconta di molte delle sue scalate, Pritchard riflette sulla lezione imparata sulle montagne e durante la sua esperienza da disabile. Paul infatti sostiene che
quello che lo ha salvato è stato considerare la riabilitazione dall’incidente come la più lunga
spedizione della sua vita.
La sua nuova esistenza trasmette il messaggio che una vita non si deve fermare anche dopo un trauma così grave.

"Penso che l'incidente sia la cosa migliore che mi sia capitata, perché mi ha proiettato in una vita
diversa: ho perfino pensato di aver cercato di proposito l'incidente, anche se in maniera inconscia, per evitare una vita noiosa, non volendo diventare come molti altri miei compagni alpinisti".

Informazioni aggiuntive

  • ISBN: 9788887890218
  • Pagine: 208
  • Foto e Illustrazioni: Assente
  • Anno Prima Pubblicazione: 2005
  • Prezzo (Euro): 16,00
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