Fare sicura al primo di cordata in arrampicata sportiva

Scritto da Martedì, 12 Giugno 2012 00:00

Tutte le informazioni che troverete in questa pagina hanno solo un fine informativo e non didattico. Per coloro che non sono esperti suggeriamo di rivolgersi ad un Club Alpino, ad un Club di Arrampicata Sportiva, ad una Guida Alpina Professionista o da una qualunque scuola abilitata all'insegnamento di   alpinismo ed arrampicata. Chiaramente l'uso di queste informazioni è a vostro unico rischio e pericolo.

Nella scalata in ambiente montano prima e nell'arrampicata sportiva poi è di fondamentale importanza la figura del secondo di cordata al quale è affidata la responsabilità di assicurare il primo uomo che sale in parete.
Per l'arrampicata sportiva in particolare, quando spesso ci si trova ad arrampicare in soli due compagni, non si può prescindere dall'apprendere la tecnica necessaria per “fare sicura”.

Secondo di CordataCosa signifca fare sicura in arrampicata?

“Fare sicura” è quell'insieme di movimenti, gesti e tecniche che consentono di frenare una caduta accidentale del primo di cordata.
Vediamo in poche parole come e perché dovrebbe accadere questo.
Quando il primo di cordata cade accidentalmente il secondo uomo blocca la corda evitando al primo di arrivare fino a terra.
Sorge spontanea la domanda: come è possibile che il secondo uomo riesca a trattenere il primo uomo di cordata? Come fa a sostenere tutto il peso del primo uomo con la sola corda?

Il secondo uomo di cordata, ovvero colui che “fa sicura”, indossa un imbrago nel quale anello anteriore fa passare un moschettone HMS (Vedi Foto) con ghiera. A questo moschettone è legato a sua volta un  freno di assicurazione. Dentro al freno di assicurazione vi passa la corda che solitamente in arrampicata sportiva è di circa 10-11 mm di diametro.
Senza entrare nel merito dei diversi tipi di freno basti sapere che questi sistemi di frenaggio consentono, da un lato, di far scorrere la corda (la corda infatti viene continuamente richiamata dal primo di cordata il quale salendo lungo la parete, aumenta la sua distanza dal secondo uomo) mentre dall'altro, con una corretta sequenza di movimenti, consentono al secondo di cordata di bloccare lo scorrimento della corda evitando al primo uomo di cadere verso il basso.

Non entriamo in questa sede nella tecnica specifica per utilizzare i diversi tipi di freni. E' bene però sapere che una seppur minima distrazione da parte del secondo di cordata che fa sicura potrebbe costare una brutta caduta al primo di cordata. In questo senso non sono ammessi errori ne dal primo uomo ne tanto meno dal secondo uomo. Ed è proprio in questo che consiste la responsabilità del secondo uomo: mantenere vigile l'attenzione sui movimenti del primo di cordata.

Va detto infatti che colui che fa sicura deve capire con precisione quali movimenti stia facendo il primo di cordata rilasciando con cautela la corda o mettendola in tensione in caso di necessità.

Nel caso illustrato in foto la posizione di bloccaggio è quella in cui la mano tiene abbassata la corda rispetto al freno (il secchiello) creando il maggior attrito possibile ed evitando che in caso di caduta la corda venga erroneamente richiamata dal primo di cordata.

Salire da primo di cordata

Cambiamo punto di vista: vediamo però cosa succede al primo di cordata.

Il primo uomo è legato ad una estremità della corda e deve salire per il primo tratto di falesia senza assicurazione alcuna. Spesso si tratta dei primi 2-3 metri nei quali non c'è modo di ammortizzare una eventuale caduta. Dopo questo primo tratto di parete il primo di cordata trova (sempre che si tratti di una via attrezzata) uno spit  con un anellino metallico nel quale far passare un rinvio. Il rinvio è costituito da due moschettoni legati fra loro da una fettuccia. Il moschettone che passa nell'anellino è quello con il braccetto mobile dritto.
Nell'altro moschettone, quello il cui braccetto è ricurvo, il primo di cordata fa passare la corda.
E' con questo passaggio della corda nel primo moschettone che l'arrampicatore trova il suo primo  punto di sicurezza.

Cosa accadrebbe se il primo di cordata dovesse mollare la presa e cadere? Ebbene la corda legata all'imbrago del primo di cordata si tenderebbe passando nel primo moschettone quindi andrebbe a produrre una trazione sul secondo di cordata. Ammesso che i due arrampicatori abbiano un peso simile se non equivalente, il primo di cordata verrebbe sostenuto dal secondo uomo, la corda si tenderebbe stendendosi elasticamente ed ammortizzando la caduta.

A seconda se l'arrampicatore si trovi prima o dopo dell'ultimo moschettone, e quindi dell'ultimo passaggio di corda, la caduta sarà più o meno lunga. Naturalmente se il primo di cordata cade mentre sta tentando di inserire la corda nell'ultimo moschettone disponibile (senza riuscirvi) la sua caduta sarà piuttosto lunga e con tutta sicurezza cadrà molto al di sotto dell'ultimo punto di sicura.

Se il primo di cordata non cade procede salendo in direzione dello spit successivo la dove aggancerà un altro moschettone e facendo passare la corda attaccata al suo imbrago all'interno dello stesso. Così facendo il primo di cordata procede salendo verso l'alto fino all'ultimo moschettone già presente in catena.

Per concludere va detto che gioca un ruolo fondamentale la “comunicazione” fra i due arrampicatori infatti non sempre ci si può affidare all'intuito quando le dimensioni della falesia non consentono di rimanere bene in vista l'uno con l'altro.

La comunicazione per così dire "base" è costituita da due parole fondamentali: “blocca” e “molla”.

Quando il primo di cordata chiede al secondo di bloccare la corda significa che ha necessità che la corda venga messa in tensione. Questa richiesta deriva dal fatto che il primo di cordata può essere in procinto di cadere e chiede al secondo di bloccare o in certi casi ha necessità di riposarsi e chiede al secondo di bloccare la corda per appoggiarvisi sopra. Questo, però, può accadere solo nel caso in cui il primo di cordata si trovi sotto o allo stesso livello dell'ultimo punto di ancoraggio ovvero all'altezza dell'ultimo moschettone e relativo passaggio di corda.

Quando invece il primo di cordata chiede di mollare la corda significa che sta salendo e che ha bisogno di maggior corda per procedere in salita. Va specificato che non si deve mollare troppa corda alla volta, piuttosto va rilasciata la corda con prudenza e senza esagerazione.

Esiste una terza parola che si sente pronunciare spesso in falesia ed è: “recupera”.
Significa che il primo di cordata desidera che la corda venga messa in tensione non tanto da bloccare la corda. Si recupera l'eccedenza di corda che scorre fra i due arrampicatori senza però bloccarla impedendo i movimenti di salita del primo di cordata.

Questo "gioco" di molla-recupera-blocca è il momento chiave del rapporto fra i due arrampicatori. Mantenendo un equilibrio fra i tre momenti dell'azione di gestione della corda e prestando la massima attenzione ai movimenti del primo di cordata lo si può trattenere in piena sicurezza.

Letto 13486 volte Ultima modifica il Mercoledì, 22 Agosto 2018 13:33
Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, nella costruzione di siti web di ogni dimensione ed importanza. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!

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