Trekking: scarpe o scarponi?

Scritto da Elena Cardellicchio Mercoledì, 20 Giugno 2012 00:00

Un buon paio di scarpe da escursionismo è indispensabile per vivere la montagna con tranquillità e sicurezza. Non seguiamo la moda, ma le nostre effettive esigenze e i consigli di un venditore esperto.

Ad ogni escursionista è capitato di scegliere un paio di scarponi nuovi. La prima volta da principianti, forse troppo precipitosi, ci siamo affidati un po’ al caso. Ora, affezionati a quei vecchi e logori scarponi, non più affidabili, ma ricordo di tante avventure (e tante vesciche), vogliamo fare una scelta più mirata. Guardandoci intorno, ci rendiamo conto di quanto è difficile districarsi nel mare delle offerte e delle caratteristiche presenti sul mercato.

Come scegliere un paio di scarponi da escursionismo?

Il comune denominatore fra tutte le scelte è la camminata, anzi, la nostra camminata. Dobbiamo quindi tener presente quali itinerari vogliamo affrontare, il loro livello tecnico, le caratteristiche dei nostri piedi e del loro appoggio. Non esiste un tipo di scarpa adatta a tutti e a tutte le circostanze, ma se sapremo scegliere fra le varie soluzioni, troveremo la scarpa adatta a noi!

Scarponi pe camminare lunghe escursuioni

Camminando per lunghi itinerari, per tante ore consecutive, abbiamo sicuramente necessità di portare in spalla uno zaino grande e pesante. Durante il percorso incontreremo terreni diversi: sassi, erba bagnata, fango, e neve. Tutto questo crea forti sollecitazioni sulle nostre caviglie, che vanno quindi protette con una tomaia (la parte che ricopre ed avvolge il piede) alta e abbastanza rigida. La stessa rigidità non deve essere eccessiva da comprimere troppo a discapito della circolazione, per questo meglio se imbottita all’altezza delle caviglie e della linguetta. Una tomaia alta ci dà stabilità e precisione nei passi, comfort, e sicurezza.

Le suole oggi sono tutte di un buon livello, ricordiamoci in ogni modo che devono essere a carrarmato, ossia, ben scolpite e provviste di profonde scanalature nella loro struttura gommosa e piuttosto rigida. Le suole devono ancorare i piedi al terreno, evitando improvvise e pericolose perdite d’equilibrio o scivolamenti.

Tutte le parti della scarpa devono garantire una buona impermeabilità. I punti più deboli per le infiltrazioni d’acqua sono le cuciture, il punto di giunzione fra la suola e la tomaia (guardolo) e la linguetta. Per evitare che l’acqua entri in caso di pioggia o su terreno bagnato, le cuciture devono essere ridotte al minimo e rivestite con una membrana tipo Goretex, il guardolo deve essere sigillato con la gomma e la linguetta a soffietto.
Valutazioni importanti vanno fatte anche nella scelta del numero dei nostri scarponi. Saranno i nostri “migliori compagni d’avventura” per tanto tempo, quindi non dobbiamo essere precipitosi nell’acquisto. Il miglior momento per la scelta della scarpa è la sera, quando, dopo aver camminato tutta la giornata, i piedi sono più gonfi e stanchi, saremo quindi in grado di individuare il modello più comodo al nostro piede. Senza timore, proviamo e riproviamo (con i calzini adatti: quelli che poi useremo), provando a camminare e, perché no, simulando anche una pendenza (dalla montagna si deve anche scendere!). Nei ripidi pendii spingiamo il piede in avanti comprimendo le dita del piede sia nella zona antero-superiore in coincidenza delle unghie, sia nella posizione inferiore d’appoggio. La misura giusta è quella che ci permette di mantenere il calcagno fermo e lasciare le dita del piede libere di muoversi senza toccare la punta.

Non ci facciamo coinvolgere dalle mode e dalla voglia di sfoggiare scarponi da grandi alpinisti, se i nostri obiettivi sono meno ambiziosi. Probabilmente ci noteranno per il nostro look, ma i piedi ne pagheranno le conseguenze. Cerchiamo di affidarci ad un venditore esperto che saprà sicuramente consigliarci la soluzione più adatta a noi.

Se abbiamo, finalmente trovato lo scarpone giusto, ricordiamoci di averne cura; quando li riponiamo assicuriamoci che siano puliti e asciutti, non esponiamoli ad eccessivo calore (nei rifugi vicino la stufa) o a temperature molto basse (all’aperto in alta quota). Fare una buona manutenzione, significa farli durare per molte stagioni, un ottimo motivo per salvaguardare il nostro investimento!

Scarponi per escursioni brevi..

La situazione cambia notevolmente se ci apprestiamo a camminare su brevi percorsi o itinerari molto facili. In questi casi possiamo utilizzare delle scarpe basse. Le caviglie, infatti, saranno meno sollecitate visti i minor tempi di percorrenza e, un appoggio a terra più stabile e gli zaini in spalla più leggeri. E’ pur vero che indossando questo tipo di scarpe le caviglie sono meno protette e quindi è più facile procurarsi una distorsione.

Nelle scarpe basse, come in quelle alte, le suole svolgono un ruolo fondamentale di tenuta e stabilità. Per garantire una buona aderenza le suole sono in Vibram o simili, ma sono più morbide e flessibili dando il vantaggio di una camminata più fluida e leggera.

La comodità va a supplire la minore impermeabilità di queste scarpe dovuta già alla loro stessa conformazione (in caso di pioggia l’acqua entra dal collo del piede). Per una buona resistenza all’acqua il rivestimento esterno deve essere in Goretex o simili soprattutto sulle cuciture e nei punti più soggetti alle infiltrazioni. Esistono anche modelli dove non sì da importanza all’impermeabilità a tutto vantaggio della traspirazione e della leggerezza.
Ci sono, invece, soluzioni che aumentano le capacità performanti  d’aderenza su roccia: inserti di gomma liscia sulla punta, una forma più affusolata, suola più flessibile.

Spesso le scarpe da escursionismo basse sono utilizzate per gli avvicinamenti alle vie di roccia o ghiaccio, sfruttando così il loro comfort prima di indossare scarpette e/o scarponi.

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