Crearsi una propria esperienza

Scritto da Martedì, 12 Giugno 2012 00:00

La domanda che più spesso si pone l’escursionista o l’alpinista inesperto è se sarà più o meno in grado di raggiungere una meta, una vetta.

Premesso che insicurezze e tensione fanno parte dell’emozione prima della partenza, specie se stiamo per affrontare un’escursione o una scalata alpinistica impegnativa, va detto inoltre che non esiste un metodo esatto per rispondere a questa domanda.

Questione di Metodo...

Tuttavia un buon bagaglio di esperienze rappresenta il metro con il quale noi misuriamo il mondo. Per farsi questo ampio bagaglio di esperienze ci vuole tempo e pazienza. Ad ogni escursione possiamo chiedere a noi stessi di affrontare sentieri sempre più difficili, possiamo pensare di affrontare gruppi montuosi ancora più lontani e selvaggi. Ad ogni passo, quando “osiamo” quel tanto in più ci si trova in condizioni di imparare qualcosa di nuovo. Siamo a cavallo fra ciò che siamo già stati in grado di compiere ed il “nuovo” che desideriamo conquistare. Si impara ad affrontare situazioni difficili procedendo per gradi senza gettarsi in situazioni per noi del tutto inusuali.
Con il tempo si impara a riconoscere gli spazi e le distanze della montagna, i suoni e gli echi, i colori e le forme. Si tratta di rendere sempre più familiare ciò che nella vita quotidiana ci è solitamente estraneo. L’osservazione gioca un ruolo fondamentale ed è necessario imparare a guardare con attenzione, facendo caso a tutti i dettagli all’apparenza insignificanti.
Per scegliere un sentiero dobbiamo fare una valutazione dei fattori oggettivi della montagna:

  • i dislivelli da percorrere;
  • le distanze in chilometri;
  • la presenza o meno di passaggi alpinistici e la loro difficoltà;
  • le condizioni del climatiche e le temperature;
  • la lunghezza del periodo di illuminazione del giorno;
  • la presenza di neve e altri agenti atmosferici;
  • la disponibilità di equipaggiamento adeguato.

L’essere umano è un entità complessa e non possiamo escludere dalla nostra valutazione quelli che sono i fattori soggettivi:

  • il propri stato fisico (età, capacità di recupero, resistenza);
  • la capacità di tolleranza agli stress emotivi;
  • la propria capacità di orientamento;
  • valutare il proprio senso dell’equilibrio ed eventuale sofferenza di vertigini;
  • il sangue freddo;
  • la determinazione personale e le motivazioni interiori.

Su percorsi turistici ed escursionistici, forse, tutte queste valutazioni non sono poi così necessarie. Diventano necessarie se non fondamentali su percorsi escursionistici per esperti e per escursionisti attrezzati.

La relazione di un’escursione deve riportare il maggior numero di dettagli possibili ripercorrendo le difficoltà e le sensazioni di ogni momento trascorso. La relazione non ha solo lo scopo di ricordarci dove eravamo e cosa abbiamo fatto. E’ dalle cose che si fanno che la volta successiva si riprende il dialogo con la natura accrescendo di volta in volta le proprie esperienze.

 

Letto 3250 volte Ultima modifica il Giovedì, 21 Gennaio 2016 22:22
Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, nella costruzione di siti web di ogni dimensione ed importanza. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!

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