Trovare i giusti compagni di cordata...

Scritto da Giovedì, 14 Giugno 2012 11:26

Per non andare mai da soli

Nessuno ci obbliga di andare in montagna, per questo l’escursionismo e l’alpinismo sono momenti di piacere, di svago e di grande felicità. Pur sapendo che scalare una montagna in solitaria è un’esperienza intimistica fra le più profonde, capace di regalarci ottimi momenti di riflessione, siamo anche consapevoli che condividere questi momenti di piacere con le persone giuste può essere per noi altrettanto rivelatore, e non toglie nulla al nostro intimo e al nostro modo di essere.

Lo stesso R. Messner, amante delle esperienze estreme in solitaria, ammette che “due non è troppo”. Il sostegno reciproco è impagabile. Un esempio fra i tanti che si potrebbero fare:

“Cominciamo a sentirci stranamente affaticati, il percorso ci sembra troppo lungo o difficoltoso. Ci lamentiamo ma è sufficiente la parola confortante di un compagno per rinnovare le energie, lo spirito perfino il corpo. Si prosegue. Poi, improvvisamente si scambiano i ruoli… a colui che faceva da sostegno gli cedono le forze… ma ecco che il compagno è pronto con quella stessa parola di conforto che ora porta avanti entrambe…”

E’ una dinamica che potrebbe sembrare paradossale, ma in verità è solo la bizzarra meccanica della psicologia umana, esiste ed è importante conoscerla, perché può arricchire le nostre esperienze nella stessa misura in cui le difficoltà imposte dall’ambiente estremo possono accrescere la nostra saggezza.

La scelta del partner giusto non è cosa che si possa insegnare o imparare fra le righe di un manuale di montagna. Ci si incontra, si familiarizza e con il tempo si accresce una reciproca fiducia e stima. Si tratta di una circostanza più legata alle proprie doti umane e alle proprie capacità di intrecciare relazioni personali. Si tratta il più delle volte di occasioni fortunate in cui ci si trova a vivere le stesse esperienze, nello stesso momento e con la stessa passione. Così è nel momento in cui tutto funziona con naturalezza che possiamo dire che quella partnership è veramente realizzata: ci si può affidare l’uno all’altro. Affidiamo al nostro compagno di cordata la nostra vita, l’esistenza intera, senza parole e senza commenti non come un gesto di resa ma come un istante di perfetta sinergia.

La chiave del successo per far funzionare una partnership risiede certamente nella capacità di riconoscere i propri limiti imparando a compensarli con i pregi del proprio compagno. Si tratta di un equilibrio delicato in cui non ha alcun senso fare della competizione, poiché la priorità è senza dubbio quella di tornare a casa sani e salvi.

Citando il noto alpinista americano Ed Viesturs: “Raggiungere la vetta è facoltativo, tornare indietro è obbligatorio…

Alcuni parlano di leadership di un singolo individuo sul resto del gruppo... La leadership non può essere affidata ad un singolo individuo bensì alle migliori doti di ciascuno. Qualcuno saprà orientarsi meglio, qualcun altro saprà tenere coeso un gruppo. Sarà la somma delle qualità di ciascuno a fare di tutti una sinergia funzionante e sicura.

Più difficile sarà trovare i partner che avranno capacità tecniche ed ambizioni alpinistiche simili alle nostre. L’unica chiave è parlarsi, conoscersi e confrontarsi sui temi dell’escursionismo e questo va fatto in parte anche fuori dall’ambiente montano perché soprattutto il dialogo può aprirci delle piccole finestre sul mondo interiore dei nostri compagni.

Con i compagni di escursione e di scalata è importante condividere dei principi comuni. A nostro parere il più importante fra i principi è la "prudenza". Il gruppo deve saper calibrare le proprie ambizioni sulle capacità del più debole. Questo perché se non viene messo in difficoltà il più debole allora è anche fatta salva l’incolumità di tutto il gruppo. Ed infine, sempre sulla stessa linea di principio, è nostro parere che, a meno di gruppi molto grandi, i membri non si devono mai separare, anche qualora tutti i membri conoscano il territorio e l'itinerario. Quest'ultima è una buona regola che serve a non mettersi fretta reciprocamente tentando di rispettare il passo lento o veloce che sia dei propri partner e per non perdersi di vista qualora il percorso di facesse più complesso e difficoltoso.

Letto 5370 volte Ultima modifica il Giovedì, 14 Giugno 2012 11:28
Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, nella costruzione di siti web di ogni dimensione ed importanza. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.