Introduzione alla Geografia dell'Appennino Meridionale

Scritto da Sabato, 18 Agosto 2012 08:55
Si considera convenzionalmente Appennino Meridionale tutti quei rilievi montuosi che dai Monti del Matese arrivano fino alle catene più meridionali come quelle della Calabria e della Basilicata. Le cime più elevate dell'Appennino Meridionale sono quelle dell'Appennino Calabro-Lucano con la citma della Serra Dolcedorme che arriva a 2266 metri di quota.

L'asse principale della catena dell'Appennino Meridionale si muove lungo l'asse N.O. - S.E. dell'Italia. La struttura morfologica dell'Appennino Meridionale è profondamente segnata dalla rete idrografica che scorre verso il versante tirrenico e ionico. I tratti terminali dei fiumi hanno generato, per deposito, pianure costiere (oggi bonificate). Le strutture longitudinali sono interrotte dalla presenza delle strutture vulcaniche della Campania. Nella penisola Sorrentina si alternano scogli calcarei (talora calcarei-dolomitici) con ampi terrazzi vulcanici.

Ritroviamo le montagne carbonatiche e terreni erodibili di arenacee che vanno dall'area del molisano, il cilento, nel sannitico e nell'irpino. Il fenomeno erosivo diventa sempre più accentuato nella fascia delle argille terziarie il bordo della catena appenninica.

L'ultimo grande rilievo calcareo dopo la massa boscosa del Monte Sirino è quello del Monte Pollino. Si tratta di masse montuose che superano i 2000 metri di altitudine e portano i segni della glaciazione quaternaria.

La Calabria è fortemente montuosa e i rilievi sono spostati verso il Mar Tirreno generando litorali stretti e chiusi da colline argillose e sabbiose.
Qui le formazioni metamorfiche ed i graniti sono sottoposti a forti alterazioni, fenomeni franosi ed erosivi, profonde valli in cui scendono velocemente brevi fiumare che si aprono la via verso il mare.