Alla ricerca del Rifugio del Fontanino

Scritto da Mercoledì, 30 Maggio 2012 19:02

Premessa: si tratta di un'escursione breve adatta anche ai bambini più piccoli senza alcun tipo di difficoltà tecnica. Appena tre chilometri di percorso all'antada. In estate per la possibile presenza di erbe alte consigliamo un abbigliamento che copra le gambe dei più piccoli. Il periodo migliore è certamente la primavera. C'è la possibilità di interessare i bambini al percorso facendogli scoprire il percorso che presenta alcuni punti di direzione incerta, un gioco che li stimola a guardare e capire il territorio.

Piacevolissimo ambiente da percorrersi anche di pomerigio sia in primavera che in estate si può godere del meraviglioso panorma sul Corno Granbde e nei giorni di migliore visibilità è possibile vedere perfino im Mare Adriatico.

Informazioni aggiuntive

  • Come Arrivare: Dall'uscita "Colledara" dell'Autostrada A24 si seguono le indicazioni per Montorio al Vomano di esguito Pietracamela e Prati di Tivo. E' possibile evitare l'entrata a Pietracamela poco prima di entrare in paese sulla sinistra ci si trova un bivio che con numerose svolte conduce a Prati di Tivo. Dal piazzare di Prati di Tivo si prosegue a est per una strada prima asfaltata e poi sterrata. Si attraversano i maestosi boschi del Trignano e dell'Aschiero. In quest'ultimo si sengla una piccol falesia per l'arrampicata. La sterrata si interrompe al passo dove è presente una sbarra che interrompe la strada. Qui si lascia l'auto.
  • Descrizione Percorso:

    rifugio_fontanino_009Dopo la sbarra la sterrata si trasforma piuttosto in una mulattiera erbosa. Si prosegue a piedi tenendosi sotto la lunga cresta della Cima Alta. Qui il panorama è eccellente, domina incontrastato il Corno Grande e il Paretone. In primavera il contrasto dei colori fra il verde della natura di basse il crinale della Cima Alta sulla nostra sinistra.

    Si prosegue lungo la sterrata fino alla “Forchetta” che separa Cima Alta dal Montagnone.

    E' qui che la ricerca del rifugio si fa più complessa. Un cartello indica in modo poco chiaro la direzione da prendere, istintivamente si sarebbe portati a proseguire oltre la forchetta lungo quella che sembra essere la mulattiera. E' interessante proseguendo appunto lungo questo tratto della mulattiera osservare le forme erosive della montagna.

    La strada corretta invece prosegue dalla forchetta tornando indietro sulla mulattiera che scende, poco visibile e indicata ancora meno bene.

    Si scende per ampie svolta seguendo la strada fino praticamente al rifugio che diventa ben presto visibile.

    Non ci so no particolari difficoltà escursionistiche si tratta di un breve percorso che si svolge prevalentemente su mulattiera. Una caratteristica che abbiamo notato sono i numerosi smottamenti lungo il crinale della montagna. Questi smottamenti sembrano dovuti alla presenza insistente di acqua di falda che impregna il crinale della Cima Alta. Interessante infatti il nome che prende una località lungo il percorso: “vena fracida” rende l'idea del fatto che qui l'acqua è stata una costante di questo lato di questo colle.

    Il gioco che si può fare con i bambini è proprio quello della ricerca del giusto sentiero. Alla Forchetta chiediamo loro di dirci quale sia il percorso giusto. In teoria tutti commetteranno lo stesso errore mentre noi sappiamo che per trovare il rifugio è necessario interpretare bene da un lato la segnaletica e dall'altro le tracce di sentiero. Osservando meglio la forchetta infatti notiamo la mulattiera che gira e scende nella stessa direzione dalla quale siamo venuti.

    Il ritorno per la stessa via.Il Rifugio è chiuso e intitolato e dedicato al Marchese Orazio Delfico appartenente ad una delle più antiche famiglie teramane fu il primo a salire dal versante teramano fino alla cima del Corno Grande (30 luglio 1974).

    Come spesso accadeva nel periodo in cui visse (periodo storico dell'illuminismo) il Delfico colse l'occasione dei questa straordinaria conquista per effettuare importanti misurazioni e raccogliere numerosi dati scientifici.

    Il Rifugio chiaramente è chiuso a chiave e sembra in ottimo stato non abbiamo trovato informazioni sul rifugio per eventualmente poterlo utilizzare come bivacco. Peccato certamente che questo piccolo gioiello del Gran Sasso sia così sotto utilizzato quando potrebbe tranquillamente rientrare come punto di appoggio per lunghi trekking o traversate a piedi.

  • Varianti e Alternative:

    Si può accorciare il ritorno, quando i bambini sono abbastanza grandi, intercettando una scorciatoia che segue il sentiero 103 che taglia direttamente dal basso della mulattiera, poco in prossimità del Rifugio fino alla Forchetta. Dalla forchetta il ritorno è banale ed intuitivo.

    Una seconda alternativa è quella di salire alla Cima Alta direttamente dalla forchetta per appena 200 metri di dislivello e seguendo le tracce di sentiero. Dalla Cima Alta, quindi si riguadagna il parcheggio delle auto.

  • Tipo di Percorso: Escursionistico
  • Tipo di Tracciato: Antata e Ritorno
  • Difficoltà: E- = Escursionisti -
  • Note su Impegno e Difficoltà: Nessuna dificoltà tencnica ma solo qualche problema di reperimento della posizione del rifugio che diventa visibile solo in alcuni punti della mulattiera.
  • Adatto ai Bambini: Fascia 5-7 anni
  • Tempo Totale Escursione (ore e minuti): 2.30
  • Lunghezza (Chilometri): 3,2
  • Dislivello Lineare: 158
  • Dislivello Totale Percorso (metri): 170
  • Cime o Quote Raggiunte: -
  • Luoghi Particolari:

    Le forme erosive del Montagnone sono davvero particolari da vedere per la forma morbida e arrotondata delle rocce.

  • Centri Visita e Strutture Ricettive:

    A Prati di Tivo sono presenti bar e ristoranti.

  • Condizioni della Segnaletica: Segnaletica e cartellonistica presente ma non chiarissima. Percorso su mulattiera.
  • Bibliografia:

    Gran Sasso d'Italia - Carta Escursionistica - Scala 1:25000 - Edizioni il Lupo

  • Mappa del Percorso:
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Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, nella costruzione di siti web di ogni dimensione ed importanza. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!

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