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Ultima modifica: 30 Maggio 2015

Giovedì, 14 Giugno 2012 00:00

Il morso di vipera - Prevenzione e Soccorso

Scritto da 

Soprattutto cosa non fare…

Delle oltre 3000 specie di serpenti conosciute, solamente 300 sono velenose ed appartengono a 4 famiglie ed una sottofamiglia:

- famiglia delle Elapidae;
- famiglia delle Colubridae;
- famiglia delle Hydrophidae;
- famiglia delle Viperidae;
- sottofamiglia delle Crotalidae.

Le specie presenti in Europa ed in Italia sono tutte appartenenti alla famiglia delle Viperidae.

L’areale (territorio in cui vive e si riproduce spontaneamente una determinata specie) delle vipere è costituito da prati, zone collinari, e boschi estendendosi fino al limite delle praterie in quota. Non va dimenticato che la vipera è un animale a sangue freddo per cui difficilmente la troveremo durante le stagioni fredde; tende a svernare in ibernazione, solitaria o in gruppo a seconda della specie. Alcune specie, pur non percorrendo lunghe distanze, tendono a migrare a quote più basse durante la stagione invernale.
Una prima osservazione interessante per l’escursionista è che possiamo ritrovarla su pietraie, cumuli di pietre o mucchi d’erba nelle ore mattutine, al sorgere del sole, in quanto, essendo proprio un animale a sangue freddo, per riscaldarsi cercherà i primi raggi del sole. E’ proprio in quel momento che la vipera, essendo più lenta nei movimenti, sarà più in pericolo e piuttosto che scappare tenderà a difendersi con il fatidico morso.
La vipera, come qualsiasi altro essere vivente, necessita, per quanto minima, di una certa quantità d’acqua per bere per cui difficilmente la troveremo in zone troppo aride. Solitamente la ritroviamo vicino a ruscelli, pozze d’acqua, incavi della roccia dove si possono accumulare costantemente piccole quantità d’acqua.

Vipera

Le vipere comunemente presenti in Italia

Le vipere comunemente presenti in Italia sono: la Vipera aspis è diffusa sulle Alpi e sugli Appennini, il suo areale preferito è costituito da luoghi caldi e asciutti, ha un’ indole mite e solitamente fugge se molestata.
La Vipera berus o marasso palustre, diffusa in montagna, è piuttosto aggressiva.
La Vipera ammdytes o vipera dal corno, si trova quasi unicamente nella zona nord orientale del paese (Alpi Orientali) prediligendo un habitat costituito da zone aride, pendii e pietraie. È poco aggressiva, ma il suo veleno è il più pericoloso.
La Vipera ursinii, la ritroviamo sui gruppi montuosi dell’Appennino centrale, Monti Sibillini, Massiccio del Gran Sasso, ecc…

Il morso di vipera è letale solo in casi rari come bambini, anziani o adulti in cattivo stato di salute. Il veleno iniettato dalle vipere è il più evoluto e tossico fra quelli di tutti i serpenti. Iniettare il siero antiofidico può provocare shock anafilattico per questo solitamente se ne sconsiglia l’uso; per altro dal 2003 non è più possibile trovarlo in commercio nelle farmacie ma solo negli ospedali.

Prevenire il morso di vipera

1) Calzare stivali oppure calzettoni di lana pesante: le vipere più piccole difficilmente riusciranno a mordere efficacemente e comunque il morso non conterrà una dose eccessiva di veleno.
2) Camminare con passo cadenzato e pesante battendo le erbe e le pietre con un bastone: le vipere hanno un udito poco sviluppato, è più sensibile al movimento.
3) Non raccogliere istintivamente ogni cosa da terra: prima di cogliere qualsiasi cosa, smuovere le erbe e le pietre con un bastone per allontanare ogni possibile minaccia.
3) Ispezionare attentamente il luogo in cui ci si desidera sedere.
4) Non appoggiarsi su tronchi ricoperti di foglie, su pagliai e su fascine di legna.
5) Non mettere le mani sotto rocce, sassi o dentro le fessure del terreno.
6) Prestare massima attenzione quando ci si disseta ad una fonte e quando si cammina su una pietraia.

Il morso di serpente può provocare respiro affannoso, aumento della salivazione, dolori addominali, nausea o addirittura vomito, disturbi visivi, vertigini. Dopo pochi minuti compare un importante gonfiore nella zona del morso.

Ma cosa fare in caso di morso?

1) Tranquillizzare la vittima senza dar peso alle esagerazioni sulla possibilità di morte o danni permanenti. I pericoli sono pochissimi, ma l'ansia indotta dal morso è sicuramente nociva.
2) Localmente l’effetto del veleno è piuttosto rapido per cui attendere con calma per verificare se si sviluppano gonfiori, nel caso contrario è possibile che il veleno non sia stato inoculato.
3) In presenza di gonfiori ed edema tenere la parte morsicata il più immobile possibile ed in posizione più bassa rispetto al cuore.
4) Richiedere l’intervento del soccorso medico chiamando il 118 o per coloro che si trovano in montagna il soccorso alpino di zona.
5) Non incidere la parte morsicata, non succhiare, non premere vigorosamente per fare uscire il veleno.
6) Disinfettare leggermente e bendare il morso, immobilizzare l’arto come se si trattasse di una frattura. Questo serve per non mandare in circolo il veleno.
7) Ricordarsi di applicare un laccio non troppo stretto in una posizione superiore rispetto al morso in modo da non rallentare troppo il ritorno del sangue verso il resto del corpo. Un laccio emostatico troppo stretto provocherebbe un improvviso ritorno di sangue più pericoloso.

Letto 7019 volte Ultima modifica il Giovedì, 21 Gennaio 2016 22:28
Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, esperto in siti web per odontoiatri. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!

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