Psicologia del Montanaro

In montagna ci si va con le gambe prima di tutto ma non solo. In montagna ci si va anche con la testa, per questo è bene essere vigili, attenti e sereni. Tutti i consigli e qualche parere personale per mantenere sempre la lucidità di pensiero.

La montagna è un luogo difficile, spesso desolato e solitario. Ci mette di fronte a difficoltà fisiche e psicologiche notevoli. Eppure la montagna è in grado di regalarci dei momenti di vera gioia, sensazioni di pienezza che la vita quotidiana nella sua ordinaria monotonia non può darci.
L'ansia è è un'affannosa agitazione interiore provocata da bramosia o incertezza (definizione del dizionario DeVoto Oli).
Un’escursione in alta montagna non è come una gita organizzata: il più delle cose che accadranno durante le nostre uscite saranno eventi assolutamente imponderabili. E’ per questi eventi imponderabili che decidiamo di esplorare fitti boschi, lunghe creste, torri rocciose ed alte vette.
Nessuno ci obbliga di andare in montagna, per questo l’escursionismo e l’alpinismo sono momenti di piacere, di svago e di grande felicità. Pur sapendo che scalare una montagna in solitaria è un’esperienza intimistica fra le più profonde, capace di regalarci ottimi momenti di riflessione...
Va premesso che nessuna escursione è per definizione "adatte ai bambini". Prima di intraprendere un'escursione è bene che il bambino o la bambina che si mettono in marcia siano già abituati nella vita di tutti i giorni a camminare. Spesso si fa confusione, il genitore non è il miglior amico…
L’emozione di raggiungere una vetta è la massima gratificazione possibile per un alpinista il coronamento dei suoi obiettivi lo scopo del suo esistere. Il limite fisico della cima di una montagna rappresenta il completamento di un progetto fatto di sacrificio, impegno e volontà che mobilitando energie sia fisiche che mentali.