Escursionismo per bambini: qualche consiglio pedagogico

Scritto da Giovedì, 14 Giugno 2012 11:08

Va premesso che nessuna escursione è per definizione "adatte ai bambini". Prima di intraprendere un'escursione è bene che il bambino o la bambina che si mettono in marcia siano già abituati nella vita di tutti i giorni a camminare.

Spesso si fa confusione, il genitore non è il miglior amico di un figlio. Il genitore ha la responsabilità di fare crescere i propri figli imponendo loro anche questioni sgradevoli: mangia la verdura, fai i compiti o semplicemente per quanto riguarda il nostro caso esortandolo a camminare.

I piccoli tendono ad essere pigri e svogliati e difficilmente trovano gratificazione nelle fatiche del trekking. Il genitore deve essere convinto che l'attività escursionistica sia un'ottima attività sportiva e che questa sia anche un'ottima attività sotto il profilo cognitivo. Si impara a far funzionare il fisico nei muscoli, nell'equilibrio, nella capacità di osservare. Si impara a stare immersi nell'ambiente naturale.
Imponendo piccoli sacrifici, che non vadano oltre le loro forze fisiche, con il tempo i bambini possono scoprire gli aspetti positivi del camminare.
Già a partire dai cinque anni i giovani camminatori possono affrontare, con l'aiuto dei genitori, parenti ed amici percorsi anche molto lunghi.

Quello che ci sentiamo di consigliare è cominciare per gradi a partire da percorsi non troppo  superino complessivamente i 4 o 5 km. Non si tratta di un problema fisico di resistenza. I bambini recuperano le forze molto più rapidamente degli adulti. Una pausa per un sorso d'acqua, un morso ad un panino consente loro di rimettersi rapidamente in marcia.
Bambini ed EscursionismoIl vero problema è che su percorsi troppo lunghi i bambini si annoiano.

Quando i figli sono piccoli 5-6 anni date loro dei piccoli obiettivi come quello di cercare sassi o bastoncini di legno. Date loro l'obiettivo di contare i bollini segnaletici che trovate sul percorso, si tratta di obiettivi banali ma che occuperanno parte della loro attenzione. Fate loro contare i fiori, suggeritegli di cercare gli animali selvatici del bosco. Tutto questo affinerà anche la loro capacità di osservare la natura.
Insegnate loro il nome delle cime. Certo non ne ricorderanno neppure una, quello che conta è che cominceranno a capire che il territorio è fatto di cime e di valli, di colli e di strade, di boschi e di torrenti.

Quando i bambini sono più grandi 7-9 anni questa è certamente la migliore occasione per farli parlare. La televisione, la musica e i videogiochi riempiono la quotidianità con un rumore assordante e continuo. Per una volta l'escursione può diventare l'occasione per starli ad ascoltare. Cosa che noi adulti, dobbiamo riconoscerlo, non sappiamo più fare.
Fateli parlare delle loro abitudini preferite. Credete di conoscerle? Ebbene potrebbe essere rivelatore capire il loro modo di vedere il mondo.
Dopo averli portati alcune volte su percorsi brevi potete con il tempo cominciare a scegliere percorsi che arrivino anche oltre i 8 km. Non fate mai mancar loro un buon numero di gite l'anno. Questo farà bene a loro... e a voi naturalmente...

Letto 4129 volte Ultima modifica il Giovedì, 16 Agosto 2012 08:48
Giorgio Carrozzini

Consulente Web, Webmaster, nella costruzione di siti web di ogni dimensione ed importanza. Per passione gestore di numerosi siti di montagna. Giorgio ama andare in montagna esplorando el numerose possibilità fuori e dentro di se... questo è il suo Blog!

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