Traversanta di Campo Imperatore in MTB

Scritto da Lunedì, 11 Giugno 2007 00:00

Traversata di Campo Imperatore in Mountain BikeLunedì 11 Giugno 2007

- Non sono una bici da strada – ripete - io sono un Mountain Bike. E poi... che disdetta… mi lascia sempre in garage… ma insomma volgiamo fare qualcosa?

Già è vero, che ironia. La comprai anni fa con l’intenzione di fare un po’ di movimento. Finalmente ho realizzato un desiderio che da un po’ avevo in testa: attraversare Campo Imperatore da Fonte Vetica all’Albergo di Campo Imperatore.

Si parte presto la mattina. Sono le sette e il sole sta appena illuminando i grandi protoni. Molte montagne sono ancora in ombra. La natura, lenta, si risveglia. In due settimane di mia assenza la fioritura è ancora nel pieno del suo splendore, ci sono nuove specie di fiori che danno sfoggio dei loro splendidi colori e forme.

Da Fonte Vetica scendo fino al Ristoro Mucciante in un lampo. Qui si gira a destra per la strada maestra che attraversa Campo Imperatore. Ai piedi del Monte Bolza un canalone passa sotto la strada e da vita ai Canali di Marcagli, curiose forme erosive del terreno. La Mountain Bike fa il suo lavoro egregiamente conducendomi lungo la morena sassosa fin dentro ai canaloni. Un visita che mi fa scoprire un mondo di rocce e vegetazione ancora parzialmente incontaminata.

Animali si aggira furtivi sulle rocce, un falco pellegrino di un bel colore di sfumature marroni si aggira in cielo in cerca di qualche preda, probabilmente spaventato dalla mia presenza nel canale.

Esco dal canale e riprendo la strada che sale lenta verso il bivio di S. Egidio. Lungo la strada incontro pastori che conducono le vacche agli stazzi sotto il Monte Prena. Alcuni locali raccolgono funghi nei prati, quei pochi che rimangono.

Al bivio di S. Egidio giro verso destra, qui la strada si fa lentamente più ripida. Mancano 10 chilometri. Non esito a fermarmi per scattare tutte le foto possibili. La mia non è un corsa contro nessuno, sono qui solo per godermi una giornata speciale e realizzare un mio piccolo progetto.

La strada asfaltata è in ottime condizioni, si sale agevolmente e nonostante manchi di allenamento riesco a raggiungere il Lago Pietranzoni ed oltre . Fanno da sfondo le Torri del Casanova il Monte Bancastello, il Monte Aquila e dietro tutti svetta il Corno Grande che a tratti si ricopre di nuvole bianche. Più si fa ripida la strada e più sono costretto a scendere dalla bicicletta, la mancanza di allenamento mi provoca un po’ di crampi e non ho certo voglia di strafare…

Un viavai di camion mi dice che all’Albergo di Campo Imperatore fervono i lavori di ristrutturazione, così come era stato detto. Poi finalmente arrivo, sul piazzatone c’è la solita confusione. Turisti provenienti da Vicenza hanno assaltato il Bar del Rifugio: Peppe è sottoposto ad un tour de force non da poco, tutti vogliono essere serviti contemporaneamente. Il turista è per sua natura arrogante e pretenzioso.

Aspetto che la situazione si calmi poi mi faccio dare un panino alla mortadella e ne approfitto per scambiare due parole con Peppe. Una persona affabile, cortese. Gli racconto che sono qui per la traversata di Campo Imperatore. Anche a lui piacerebbe impegnarsi in qualche attività sportiva. Mi racconta che da un po’ di tempo non si allena. Ora lavora al Rifugio, lui ha lasciato Roma per venire a vivere a L’Aquila. La sua scelta? Cambiare qualità della vita, e c’è riuscito, si, come molti di noi vorrebbero fare… Bravo Peppe.

Saluto Peppe e mi rimetto in strada. Le nuvole che si condensano sul versante Nord del Gran Sasso stanno diventando sempre più minacciose. Da qui è tutto in discesa fino a Fonte Vetica. In un’ora e mezza sono alla Macellerie Giuliani. Una vecchietta simpatica mi accoglie, vuole offrirmi un caffè per il ritorno a Roma, ma sto bene così, rifiuto cortesemente, compro una ventina di arrosticini e scappo via. Ora ho i muscoli un po’ freddi l’ultimo tratto in salita dalle Macellerie fino a Fonte Verica me lo faccio a Piedi.

Quarantasei chilometri andata e ritorno. Quattro ora a salire (comprese soste fotografie) un’ora e mezza a scendere. Che splendida giornata.

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