Sci-Escursionismo al Ferroio di Scanno

Scritto da Giovedì, 10 Marzo 2011 00:00

Scie Escursionismo al Ferroio di ScannoUscire in montagna per fare qualche nuova esperienza era un desiderio che mi ronzava nelle mia testa da tempo.

Chi mi conosce sa quanto posso essere turbolento quando ho questi strani desideri.

Negli ultimi tempi mi ero ficcato in un brutto pasticcio. Avevo voluto essere tanto razionale che  alla fine tutto era diventato troppo precisamente programmato. Questo era il metodo: individua la vetta, programma il percorso, scansiona i tempi, raggiungi l'obiettivo e scappa... e questo mi faceva sentire male... L'uscita infrasettimanale mi ha permesso, almeno per questa volta, di essere per così dire … meno rigido... sentirmi più libero, spensierato fra le cime delle mie amate montagne.
Ero partito con l'idea di mettere gli sci ai piedi, pelli di foca e via... alla scoperta del territorio. Il percorso immaginario prevedeva come meta ideale l'arrivo al Monte della Corte partendo da passo Godi.

Arrivo tardi, quando metto gli sci ai piedi sono le nove di mattina. Come aveva previsto il mitico “Oracolo”, ci sarebbero stato giorni di meteo ultra stabile, sole, cielo terso ed aria gelida. E così è stato.
I colori ben nitidi e ben contrastati della neve fanno stagliare netto il profilo delle montagne nel blu del cielo.  Serra di Rocca Chiarano, il Monte Godi e tutte le cime minori sono imbiancate e il contrasto è netto.

Con le pelli di foca riesco a muovermi senza troppa fatica su questa neve inconsistente. Nel corso dell'ultima settimana il gelo intenso non ha permesso il metamorfismo dei cristalli di ghiaccio. Solo in superficie è presente una crosta di soli 2-3 centimetri di neve parzialmente ghiacciata che rimane  ancora molto sconnessa. Negli stati inferiori il manto nevoso è ancora poroso e senza gli sci si affonda notevolmente. A tratti anche gli sci tendono a sprofondare nel manto nevoso.
Arrivo allo Stazzo dello Zio Mas prendendomi il tempo per respirare, per fotografare il paesaggio ma soprattutto per assaporare il piacere di esserci, qui ed ora.

Sembra che tutto vada bene poi quando comincia la salita vera e propria comincio a soffrire inspiegabilmente. Mi faccio superare da due attempati che si muovono con gli sci di fondo. Salgono facilmente anche senza le pelli di foca. Dicono di essere di Scanno, sembrano due camosci e nonostante l'età mi lasciano indietro senza colpo ferire... mi sento ridicolo e goffo ma vado avanti.

Salito il primo colle lungo il sentiero che vado percorrendo mi trovo di fronte ad un paradosso bello e buono, ci sono due cartelli: il primo è l'indicazione del circuito escursionistico dei Monti della Corte “Il Campitello” e poco più su il cartello “Riserva Integrale del Parco”. Che fare? Andare avanti o fermarsi? Certo su questo discorso il parco dovrebbe fare ordine. Per preservare il parco certo levare l'indicazione del percorso escursionistico o levare l'indicazione di Riserva Integrale.
Ci ragiono sopra ma quando vedo che anche i due escursionisti di Scanno proseguono... proseguo anche io.  Su questo paradosso rimango interdetto perché se da un lato continuo a pensare che il Parco e la natura vada preservata dall'altro lato come escursionista mi sento profondamente colpito da interdizioni così drastiche di così vaste aree di territorio. Presto dovrò fare una scelta al riguardo ma rimando la riflessione in merito in un altro momento.

A metà della salita in direzione del Ferroio di Scanno mi rendo conto di non avere fiato. Faccio due passi e mi fermo. Si tratta di vero e proprio affanno. Faccio ancora due passi e mi fermo a respirare. Non c'è niente da fare, la giornata è già finita. Osservo un costone roccioso poco più in alto del Ferroio di Scanno e lo punto dritto con gli sci. Due passi e stop. Altri due passi … respirare.
Quando arrivo in cima al costone mi trovo a quota 1780 metri. Sono distrutto. Ho l'affanno. Ma quello che vedo è incredibile.
Tutte le volte che ero venuto sulle montagne di questa zona ho sempre trovato nebbioni pronti ad ostacolarmi la vista del paesaggio. Da questo colle antistante il Monte del Campitello si può vedere il gruppo del Marsicano ed in lontananza la vista meravigliosa del Petroso.
Mi fermo mezz'ora a respirare, i battiti cardiaci non accennano a rallentare e l'affanno continua. E' la prima volta che mi accade di non riuscire a recuperare fiato.

Dal colle scendo di circa 50 metri fino alla Stele Votiva dedicata al Papa Giovanni Paolo II, un targa è stata incastonata in una pietra nel 2008 a memoria di una visita del santo padre in questi luoghi avvenuta il 12 Agoso 2003.

In effetti il panorama ha qualcosa di magico. Mi fermo per un'altra ora per godere ancora di questo splendido paesaggio. Faccio qualche foto, mangio un panino e bevo, bevo tantissimo perché il sole alto ha portato con se una calura inspiegabile.

Arriva il momento di scendere e rimettersi gli sci. Devo mettere in pratica le lezioni di sci apprese l'anno scorso.
Levo le pelli di foca, mi carico lo zaino sulle spalle, mi chiudo il giubbotto perché so già che di neve ne dovrò incassare parecchia.
Ed in effetti rimettere gli sci dopo un anno è come rinascere al mondo un'altra volta.
L'approccio è davvero negativo. Casco una, due, tre volte. Ma non mi posso lamentare è per questo che sono qui. Qualche curva tutta storta sulla neve e poi via a faccia in giù.

Complessivamente il ritorno è più faticoso dell'andata. Quando sulle piccole salite non posso usare gli sci … devo camminare. Affondo fino al ginocchio. Nelle poche e brevi discese riesco comunque a fare qualche bella virata ma c'è tutto ancora da imparare e quello di diventare uno sciatore mediocre sarebbe già un obiettivo importante.

Una giornata di pura esplorazione sia sotto il punto di vista escursionistico, sia sotto il punto di vista sportivo che ovviamente dal punto di vista interiore.
Scopro che nonostante tutto sia andato male riesco a pensare che è stata una giornata positiva nella quale ho imparato qualcosa di nuovo. E come dico sempre quando le cose vanno male allora c'è molto da imparare...

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

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