Monte Elefante, ultimo canalino parete nord

Scritto da Martedì, 17 Gennaio 2012 16:29

Canalino "Semplicemente" (CAI RIETI)

Non sono completamente sprovvisto quando si parla di ghiaccio e di salite invernali. Sono abituato a mettermi sempre in discussione così ho deciso di ricominciare daccapo e imparare di ancora. Mi iscrivo al CAI Frascati allettato da un proposta interessante della Scuola di Montagna della sezione.

L'idea degli istruttori è quella di condurci, come prima uscita, sulle vie settentrionali del Monte Elefante. Il gruppo si muove compatto sotto la supervisione degli istruttori che sono due entità immanenti su tutto il gruppo.

Al Rifugio A. Sebastiani arriviamo intorno alle otto di mattina, c'è già un gran tramestio. Di macchine ne arrivano in continuazione, ci sono le auto del Soccorso Alpino, il Corpo Forestale dello Stato, le auto degli escursionisti e noi che siamo già in venti. Più tardi arriveranno i ragazzi del Corso di Alpinismo Giovanile del CAI.

 

Per questa seconda domenica di Gennaio sono previste le esercitazioni del Soccorso Alpino  come avviene ogni anno. Il movimento intorno al Rifugio è notevole. C'è vita ed è bello vedere tutta questa “passione” che si aggira introno alla montagna.

 

Rapidamente siamo sul sentiero che cresta-cresta ci conduce ai piedi del Monte Elefante. Il progetto è quello di percorrere il lungo traverso di circa 700 metri fino agli ultimi canalini dove è possibile percorrer delle facili vie di ghiaccio e effettuare le prime esercitazioni.

Il traverso viene percorso rapidamente ed in perfetta sicurezza. Fino all'attacco della via.

 

Qui vengono formate  le cordate. Della mia cordata siamo io e Alessandro e il nostro istruttore  Antonio. La preparazione ci sembra lunga e siamo l'ultimo gruppo a partire. Il nostro obiettivo è risalire un canalino di ghiaccio e misto di difficoltà facile. Certo le condizioni di scarsa copertura nevosa rendono la salita piuttosto interessante.

 

Decidiamo di effettuare brevi tiri di corda in maniera tale che l'istruttore possa tenere sotto controllo i nostri movimenti. Antonio è molto meticoloso. Le soste sono fissate ad arte sia su clessidre o che in fessure della roccia ed utilizzando friend e nut. Antonio è anche molto meticoloso nello spiegarci la logica per allestire nel miglior modo possibile la sosta. Il freddo ci attanaglia i piedi e le mani nonostante tutto ci soffermiamo per capire meglio tutte le manovre di corda.

 

Tendiamo ad essere più lenti per la presenza di 3 cordate sulla stessa via che confluisce su una parallela via di cresta sulla quale si muovono altre 3 cordate. Di tanto in tanto arriva l'allerta “sasso” e vediamo volare dalla cresta qualche sasso grosso come un pugno. Rimaniamo addossati alla parete per evitare i sassi e i numerosi pezzi di ghiaccio che precipitano dall'alto.

Se non fosse per la scelta sbagliata delle scarpe ed il gelo ai piedi non avrei minimamente sofferto la salita. Quando lancio i calci sul ghiaccio per piantare i ramponi gli alluci del piede mi fanno vedere le stelle. Ho le dita dei piedi praticamente quasi congelate. A tratti perdo la sensibilità alle dita dei piedi ma quando mi ritorna il sangue ho l'impressione che le dita brucino...

 

La via non è molto lunga (poco più di 100 metri) la lavoriamo con circa 5 ½  tiri. Le mezze corde piegate in due non ci permettono di allungare il tiro ma non sarebbe stato possibile altrimenti.

Il piacere di essermi mosso in sicurezza in questo ambiente nuovo è un meravigliosa. La soddisfazione di aver imparato grandi cose ancora più grande. Usciti dalla via ci troviamo su una cresta esposta larga appena un metro e mezzo. Da qui percorriamo un breve tratto di cresta aerea fino all'ampio versante est dell'Elefante dove ci accoglie una neve ed un ghiaccio croccante ma sicuro. Il traverso finale fino alla vetta lo percorriamo in appena quaranta minuti. In vetta ci sono tutti, ci stanno aspettando. C'è una felicità ed una soddisfazione palpabile da parte di tutti gli allievi.

Terminata la tensione, abbassata la concentrazione tutti si lasciano andare a battute di divertente goliardia. Le foto di rito sulla vetta e via... sulla strada di ritorno.

 

L'idea degli istruttori di portarci su questo versante della montagna è stata davvero vincente. Nonostante la scarsità di neve questo versante del Monte Elefante si presenta pieno di possibilità alpinistiche di notevole interesse. Una vera palestra per gli alpinisti del centro Italia.

 

E pensare che per tanto tempo avevo scioccamente considerato il Monte Elefante come una montagnetta di serie B. Mi sono dovuto ricredere. L'estetica dell'ambiente naturale nella sua veste invernale e l'estetica delle vie di salita è davvero interessante e molto (troppo) sottovalutate.

 

Il rientro è segnato dall'entusiasmo degli allievi che ringraziano di cuore i loro istruttori per averli condotti con tanta perizia su queste vie meravigliose. Il ringraziamento va per la pazienza che hanno avuto nei nostri confronti, per aver sopportato le nostre paure e per averci sostenuto nei momenti difficili. Un'occasione nella quale abbiamo tutti imparato ad affrontare, gestire e superare i nostri limiti.

 

Una  grande giornata di alpinismo con il CAI di Frascati.

 

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

    Scheda tecnica ancora non disponibile...

Video