Monte Terminillo: Canalino Primo Maggio

Scritto da Mercoledì, 07 Marzo 2012 18:00

Ero stato sulla Chiaretti-Pietrostefano in condizioni di scarso innevamento e ghiaccio vetrato, un vento teso ci aveva tagliato il viso ad ogni uscita di cresta...

La tensione aveva dominato nel corso di tutta la salita. In situazioni del genere rischi di non apprezzare veramente la qualità della scalata.

Non sono in forma fisica splendente, anche se ho ripreso a correre il mio corpo è ancora piuttosto appesantito, riesco a trovare la forza di scendere dal letto e lanciarmi in questa nuova esperienza.

La destinazione, anche per questa volta è il Terminillo. E' in programma la salita alla Chiaretti-Pietrostefani per un gruppo e al Canalino del Primo Maggio per un'altro.

La curiosità di sperimentare il maggior numero di vie mi spinge per questa volta di salire per la seconda via. Avevo visto il Canalino del Primo Maggio solo dall'alto e mi aveva incuriosito. Mi ero ripromesso di tornarci in qualche occasione. Ma la fortuna mi sorride ed esaudisce un mio piccolo desiderio.

Ma la fortuna vera non è questa. Massimo Marcheggiani  mi sceglie per formare cordata con Massimo Perilli, per questa volta saremo i suoi allievi. Massimo procede davanti a noi istruendoci sulle manovre di corda. E' un mondo che mi si apre davanti agli occhi. Le sue spiegazioni sono chiare e lineare senza possibilità di fraintendimenti.

Mi dispongo a imparare come una spugna è  per me un onore apprendere da un maestro che ha fatto una bella parte della storia dell'alpinismo in Appennino.

Lasciamo le auto al Rifugio Sebastiani, come al solito proponendoci di fare il giro scendendo dalla località Rialto. Nonostante i versanti esposti a sud siano già spogli di neve il resto del massiccio è ancora ben coperto di neve. Camminiamo rapidi fino al Valico che affaccia in Vallonina. Ci fermiamo e un primo gruppo si lancia alla lavoro sulla Chiaretti-Pietrostefani. Altre tre cordate continuano verso l'attacco del Canalino del Primo Maggio.

Davanti a noi c'è il Gruppo dell'Associazione Alta Quota, so già che proseguiranno per la valle fino alla vetta del Terminillo. E' bello incontrare vecchi amici con i quali hai condiviso altri bei momenti.
All'attacco della via attrezziamo rapidamente la sosta. Sotto la supervisione di Marcheggiani attrezzo la prima sosta e lascio partire Perilli davanti. Quando arrivano alla sosta mollo tutto, la corda viene recuperata, smonto la sosta e parto.
Quando arrivo alla sosta Perilli mi mette in sicurezza e salgo da primo. Marcheggiani controlla ogni nostra singola mossa, ogni nodo, ogni moschettone.

Imparo a disporre ordinatamente l'attrezzatura sull'imbrago anche se il più delle volte faccio dei pasticci da dilettante. Comincio a capire la logica che mi servirà per gestire tutta la scalata. Metodo, organizzazione e ordine nel conservare il materiale.

La salita è veloce ma mai veramente stancante. Ho indossato gli scarponi con lo scafo e i piedi anche se freddi non sono congelati come la volta precedente. Lo scarpone ramponato da una sicurezza che mi consente di stare perfettamente dritto sul pendio. Riesco a far gravare il mio peso direttamente sulle punte anteriori del rampone. Quando mi trovo a salire lunghi tiri di ghiaccio vado veloce e preciso. La neve è ottima.

Massimo è onnipresente, riesce a tener d'occhio la mia cordata e le altre due cordate vicine. E' straordinario, ha un istinto e una facilità solo di coloro che amano nel profondo la montagna.
L'ho intervistato da pochi giorni (Intervista a Massimo Marcheggiani) e ho scoperto in lui una personalità profonda, con sacrificio che ha scoperto la sua "verità" nel contatto con la roccia. Di questa scelta si sente profondamente sereno, gratificandolo nell'intimo più profondo.

L'ultimo tiro è un tiro in comune con la via Chiaretti-Pietrostefani, ricordo di averlo fatto da secondo di cordata con Massimo Natalini, era in condizioni terrificanti di ghiaccio fine e roccia.
Ho la fortuna di poterlo salire da primo. Massimo si muove accanto a me verificando la precisione dei miei movimenti. Mi dice di muovermi senza fretta suggerendomi maggior precisione.

Arrivo alla sosta sono in uno stato di pura grazia. Il fisico in ottima forma, lo spirito alle stelle... ho vissuto la giornata in piena serenità e senza preoccupazioni di sorta potendo godermi la prestazione sportiva e tecnica della scalata. Accade raramente di sentirsi così bene. Questo per me è la felicità.

L e tre cordate che salgono dal Canalino Primo Maggio arrivano quasi tutte insieme in vetta al Terminillo. C'è un grande cagnolone in vetta che ci attente (opportunista) gli cedo uno dei miei due panini.
Beviamo ci riposiamo in  attesa delle cordate che salgono dalla Chiaretti-Pietrostefani. In vetta al Terminillo fa freddo. Decidiamo di proseguire. Telefoniamo alle altre cordate dandoci appuntamento al Rifugio per una birra.

Scendiamo per la Valle del Sole, la neve è fradicia e si affonda fino al ginocchio. Ogni tanto ci concediamo giocosamente una scivolata sulle natiche... il cielo è azzurro cosparso di poche solitarie nuvole. Nonostante le previsioni negative siamo stati graziati da una giornata climaticamente perfetta.

Al rifugio la birra si trasformerà in un momento conviviale di braciole, salsicce, e vino tutto condito di serena amicizia. Nel gruppo si sente che c'è voglia di stare assieme. Il tavolo che prima si era formato di poche persone si fa sempre più grande, vengono aggiunte sedie, bicchieri e braciole.  Abbiamo invaso il Rifugio (il povero Maurizo Sola credeva di aver chiuso la cucina ma... ) ma è un bel momento... e come dice Marcheggiani in questo gruppo si respira davvero aria buona.


Un'altra  grande giornata di alpinismo con il CAI di Frascati.

 

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

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