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Solo un Punto Trigonometrico

Scritto da Sabato, 25 Agosto 2012 07:26

Monte Miletto da Campitello Matese - Degrado e sporcizia in un abiente deturpato...

Un amico mi ha insegnato che quando hai l'impressione che tutto vada male è necessario un impegno aggiuntivo, buttarsi fuori dal letto, allacciarsi le scarpe e partire senza troppo pensare...

...partire lontano, non importa dove, non importa quando, partire per tentare di invertire la tendenza negativa. E' così che quando tutto sembra andar male, come in un'equazione di algebra la curva sinusoidale, l'andamento cambia improvvisamente tendenza. Tutto comincia a girare per il verso giusto.
Mi catapulto giù dal letto rovente, l'estate torrida sembra volerci cuocere a dovere, improvviso uno zaino, un po' d'acqua, due panini e la macchinetta fotografica. Sono le quattro di notte e mi trovo in meno di mezz'ora sull'autostrada del Sole.
Per giungere a Campitello Matese da Roma il percorso è lungo e tortuoso. Ho la testa piena di pensieri e il tempo trascorre rapidamente. Alle sei e mezza mi trovo sotto al Monte Miletto. Intorno a me gli impianti da sci, gli edifici, gli ampi parcheggi per le auto, i bar, le scuole di sci. Il posto  non è certo uno dei più affascinanti e comunque c'è un degrado generale che colpisce l'occhio attento.
Il versante orientale del Miletto è esposto alle prime luci del sole e il caldo già mi fa grondare di sudore. Mi lancio sulle piste da sci. Per questa escursione ho due obiettivi: quello di mette la cima del Monte Miletto nel consuntivo della mia collezione di cime. Dall'altro tirarmi fuori di casa la dove contro ogni probabilità questo non sarebbe stato possibile.
Mi muovo in direzione di un puntino nero che riesco ad osservare sulla cima della Montagna, già a quota 1800 la maglietta è completamente bagnata di sudore. Mi fermo ripetutamente per bere, bere e ancora bere. Di acqua ne ho in abbondanza e non mi preoccupa scialare qualche goccia in più...
Mentre abbandono le piste da sci riesco ad intercettare la cresta orientale del circolo glaciale che si trova proprio sotto al Miletto. Ho già visto panorami di questo tipo e le pareti a strapiombo come al solito hanno per me un fascino forte sia sotto il profilo estetico che dal punto di vista alpinistico. Salgo muovendomi lungo la cresta fin quando esco in prossimità della casetta in legno. Ci sono delle antenne paraboliche, di fatto la casetta è un ripetitore e non rappresenta neppure la vetta. La cima è spostata in direzione del versante occidentale. Quando arrivo in vetta è un delusione. La cima è un ammasso di antenne, croci, orpelli votivi e lapidi commemorative che al di la del loro significato religioso e sentimentale deturpano la liberà della cima. Non sono contrario alle croci di vetta. Quello che mi disturba è l'arroganza degli esseri umani ad occupare tutti gli spazi possibili come se quelle vette gli appartenessero di diritto. Ci dimentichiamo di essere ospiti e mentre ci dimentichiamo di questo ammobiliamo il pianeta con soprammobili rappresentativi del nostro sentire. E' onorevole ricordare un amico ormai scomparso, è onorevole commemorare il valore che questo amico aveva per noi. Credo però che questo vada fatto nel privato delle nostre piccole esistenze. Che senso ha far sapere agli altri con così tanta ostentazione i nostri sentimenti?
Ho cominciato a camminare sulle montagne in punta di piedi, senza far rumore, tentando di non lasciare tracce del mio passaggio. Ho reputato importante non far sentire la mia presenza perché ho sempre pensato di lasciare ai miei figli, al prossimo il mondo così come lo avevo trovato io, nel suo aspetto più naturale, selvaggio, libero. Ma vedo che anche nella fede religiosa più profonda certe delicatezze, certe sensibilità, certi riguardi per il prossimo ancora non ci sono.
La vetta del Monte Miletto è solo un punto trigonometrico su una cartina geografica, è solo un'altra cima alla collezione. Una delusione dal punto di vista estetico, una delusione sul comportamento umano.
Solo il panorama sul Lago del Matese e sulla Gallinola sono un ristoro per gli occhi e per l'anima.
L'escursione in tal senso ha avuto la sua sorpresa. Il massiccio del Monte Miletto è costituito anche dalla mole della Gallinola. Una dorsale poco pronunciata ma dalla forma variegata ed interessante. La Gallinola si trova più sul versante Sud-Orientale. Dall'entrata di Campitello Matese imbocco la Strada Provinciale 106 per andare verso la località Capodacqua.  Attraverso l'altopiano sotto la Gallinola dove scatto delle foto. Il posto è selvaggio quanto non lo è invece il Monte miletto. Raggiungo il Ristoro “La Baita” e scatto ancora alcune foto. Sulla Gallinola voglio tornare con i miei figli. E' un impegno di che mi pongo per le prossime escursioni.
Il massiccio del Monte Miletto si riscatta con questa lunga cresta tortuosa lasciandomi fortunatamente, nonostante le prime delusioni, la voglia di tornare.


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