Monte Scalambra (1420 m) da Piglio

Scritto da Mercoledì, 21 Gennaio 2004 00:00

Mercoledì 21 Gennaio 2004

La mia prima vera uscita in montagna, in un ambiente completamente nuovo è stata l'uscita a Monte Scalambra. Quando cominciai ad andare per monti avevo le idee sufficientemente chiare. Prima di tutto dovevo imparare a conoscere le cime più basse dell'appennino. Prima di tutto era per me una questione di sicurezza e secondariamente una questione di ambizioni. Si arriva per gradi alle cime più elevante dell'appennino.
Il monte Scalambra è una montagna che si può raggiungere anche in automobile. Una strada asfaltata che parte da Serrone conduce praticamente fin quasi in vetta. Ma il mio scopo non era la cima bensì l'allenamento. Decisi di salire da Piglio. Si trattava di fatto di una salita di oltre 700 metri di dislivello.
Lascio l'auto in prossimità di un ampio slargo subito dopo l'edificio di Villa Florence. Si risale sa strada a piedi passando oltre la strada privata di “Simenoni Coppe” subito dopo la curva incontriamo un muro in pietra che delimita un abitato. Saliamo la strada asfaltata sulla sinistra e proseguimao fino ad incontrare una mulattiera. Lungo la mulattiera l'inesperienza non mi fa vedere un contrassegno del percorso molto poco visibile. Dopo aver proseguito inutilmente sulla mulattiera sono costretto a tornare indietro e a ritrovare il bivio. Sul muretto a monte il sentiero inizia e si inoltra nel bosco. Il sentiero è molto poco battuto. Solo alcuni cacciatori continuano a precorrerlo alla ricerca di cinghiali.
Io sono vestito con un giaccone pesante e un paio di jeans. Un abbigliamento approssimativo per questo genere di escursioni. Nell'aria c'è un freddo pungente eppure chiuso in quel giaccone sto sudando come non mai. Non posso svestirmi troppo perché sotto ho una felpa e una maglietta che ormai sono diventate fradice di sudore. Scelgo di proseguire più lentamente per sudare meno possibile. Lo zaino è uno di quelli che andavano agli inizi degli anni duemila quello con un solo spallaccio. E' il peggio del peggio. Mi duole la spalla e mi sbilancia continuamente nel camminare...
Perdo il sentiero, era scontato che accadesse in un territorio così poco frequentato dagli escursionisti la segnaletica è scarsa e le tracce di sentiero molto ambigue. Ma ho capito dove si trova la vetta per cui proseguo fra roccette e prati scoscesi.
All'improvviso alzo lo sguardo e trovo un cacciatore che sta facendo da vedetta. E' seduto su un grande masso, guarda il panorama. Capisco di aver rischiato una colpo di pallettoni nel sedere... poi ridendo gli dico … mi sono perso... lui mi consiglia di fischiettare...
Mentre proseguo penso che quell'uomo è un vero montanaro. A parte forse l'abitudine alla caccia che io non condivido pienamente tuttavia lui era li da ore ad aspettare il sui cinghiale. Era li senza fiatone, senza fatica, sembrava essere nel suo ambiente.
Capisco che qui prima di sentirmi la montagna sotto la pelle dovrò sudare non poco... perché la montagna non è solo semplice atletismo programmato. La montagna è qualcosa di più. C'è chi ci vive in montagna e ne conosce pregi e difetti. Io sono ancora un novellino. Un pivello, uno sbarbatello implume che deve ancora imparare...
A quota 1300 comincia a comparire la neve. L'ultimo tratto di salita è pura gioia per i miei occhi. Non ho le ghette e le scarpe mi si riempiono continuamente di neve ma … sono felice di trovarmi in questo ambiente. Quando esco sulla cresta il panorama si apre sui Monti Simbruini, che all'epoca poco conoscevo. Una sopra tutti, però, riesco a riconoscerlo. E' Monte Viglio... intuisco già che quella dovrà essere la mi prossima cima. Un intuito che si realizzerà qualche mese dopo.
In vetta c'è un ragazzo che si sta riscaldando una coppa di cibo. E' vestito di tutto punto con un pesante tutone da sci. Lo invidio senza sapere che quello è un abbigliamento del tutto sbagliato.
Ha un viso barbuto e qualche anno in meno di me. Ha una somiglianza impressionante con Messner tanto che penso che la sua presenza qui sia solo uno scherzo. E' simpatico e il suo cagnolino lo segue ovunque...
Parliamo di come siamo arrivati fino in vetta e decidiamo di scendere insieme, una compagnia che avrebbe reso più leggero il lungo percorso di ritorno.

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

    Scheda tecnica ancora non disponibile...