Monte Terminillo per il Canalone Centrale

Scritto da Martedì, 03 Aprile 2012 00:00

Domenica 3 Aprile 2005

Probabilmente quella che ho vissuto sul Monte Termillo durante questa uscita è stata la mia prima vera uscita alpinistica, benché molto facile e con pochi rischi concreti da questa esperienza straordinaria credo di aver imparato in un solo giorno quanto non avrei mai potuto imparare in anni di salite solitarie.

All'inizio del 2005 mi segno per la prima volta al CAI Roma per frequentare un Corso Avanzato di Alpinismo Invernale. Le uscite di prova per valutare la propria predisposizione all'alpinismo sono organizzate e gestite da Luca Grazzzini un nome di coloro che nel loro piccolo hanno fatto la storia della montagna in Appennino.

Ci sono un gran numero di membri e tutti estremamente entusiasti di salire al Terminillo, per me è la prima volta su questa montagna è l'entusiasmo è alle stelle. Le condizioni della neve sono ottime, croccante al punto giusto e non troppo faticosa da calpestare.

Il cielo è velato a tratti banchi di umidità, a tratti si squarcia un azzurro intenso che sfuma in un blu profondo.

Luca ci illustra la progressione su ghiaccio ed in pochi minuti siamo tutti sulla via. Procediamo lentamente.

La salita si svolge per il canale centrale con variante di uscita a destra. Il pezzo finale è forse il più esposto che io abbia mai percorso. Quando arrivo sono quasi in coda al gruppo in vetta tutti guardano intorno chiedendo cosa sono quelle o quelle altre montagne. In lontananza un massiccio enorme … è il Gran Sasso, non lo avevo mai visto prima. Ma non riesco ancora a riconoscerne le cime. So solo che mi si sta aprendo un mondo davanti, un mondo di scoperte.

Per la discesa Luca Grazzini ci conduce sulla sella che conduce alla cresta della Sassetelli. Nel punto più basso della sella osservando verso nord il vallone che digrada sotto le Scangive.

Il modo più diretto per affrontare la discesa è faccia valle, spiega Luca, piegando leggermente le gambe per spostare il baricentro leggermente indietro evitando in caso di squilibri di precipitare in avanti. Piccozza in mano procediamo uno dopo l'altro lungo il crinale parzialmente ghiacciato.

Il giro prevede il rientro passando sotto all'attacco della Chiaretti-Pietrostefani.

All'attacco della via Chiaretti-Pietrostefani ci fermiamo qui Luca fa una proposta shock: salire per questa via e riscendere a sud-est.

Io sono fisicamente distrutto e decido con altri due ragazzi di tornarmene alle auto. Mi sento già estremamente soddisfatto della salita inedita per me... lasciamo il gruppo e torniamo in auto.

Una giornata fantastica di cui ancora oggi conservo foto meravigliose e ricordi intensi...

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

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