Giro del Monte Morrone e del Monte Uccettù

Scritto da Sabato, 25 Ottobre 2008 00:00

Giro dei Monti della Duchessa

Sabato 25 Ottobre 2008 
Ecco, ora piove...Sento le goccioline cadere sulla mantellina.Ticchettano irregolari... , le gocce..., e sembrano fare una musica lieve... e prestando ancora più attenzione mi sembra di udire il sussurro della natura.Per ogni goccia che cade vedo un foglia che lascia il suo albero, muore si abbandona, quasi felice al naturale ricambio della vita e della morte. Ogni foglia cade lenta ed umida, con il suo ultimo respiro.L'umidità della pioggia ha risvegliato gli odori del bosco, i profumi delle erbe e gli aromi dei funghi nascosti fra le foglie. In questo incanto da “fiaba senza tempo” mi sento a mio agio finalmente, cammino lento, mi sento sereno, anche sotto questa pioggia ed anche se comincio ad essere bagnato. Immerso nei pensieri ripenso alla scalata appena conclusa....
Le previsioni davano pioggia. Sono rimasto interdetto qualche giorno, quand'è così sono sempre un po' contrario ad uscire. Ma l'autunno quest'anno verrà una volta sola (come al solito) e la voglia di vedere i boschi del Monte Morrone, del Cerasolo e del Monte San Rocco mi stuzzicava da tempo.Anche se le previsioni sono così poco rassicuranti la voglia di partire è decisamente più forte.Solo le quattro e mezza di mattina. Al suono della sveglia mi proietto giù da letto. Ho appena un'ora per fare colazione, prepararmi ed uscire di casa. Ma l'entusiasmo e le nuove ali che mi sono cresciute ai piedi mi portano fuori di casa in meno di mezz'ora.Volo e vedo che anche D.R. ha spiegato un bel paio di ali nuove. L'entusiasmo lo leggo nei suoi occhi. Un entusiasmo positivo, ottimista, capace di cogliere gli attimi di puro godimento.Sulla strada raccogliamo Andrzej, sorride, anche lui, pronto per una nuova scalata, curioso di approfondire la sua conoscenza del Gruppo del Monte Velino, di trovare una finestra di riposo e meditazione.In appena un'oretta di macchina siamo in prossimità della sterrata che si inerpica nella Valle dell'Asino.E' un momento propizio per questa sete di montagna, per questo desiderio di libertà, siamo tutti in piena forma fisica e mentale.Il sentiero che parte dal sottopasso dell'Autostrada, in prossimità di Corvaro, segue una sterrata molto battuta, nel fango ci sono tracce recenti di pneumatici. Qui siamo ancora fuori dai confini del Parco Naturale del Velino e del Sirente, una zona estremamente boscosa che si incunea nella Valle dell'Asina. Il bosco è frequentato dai cacciatori e dalle loro numerose schiere di cani.Le luci del giorno fanno fatica ad entrare in questa valle umida ed ombrosa vorremmo immortalare i colori dell'autunno a sappiamo che con queste infernali macchinette digitali è difficile cogliere certi colori, le fioche luci dell'alba.Andrzej cammina spedito, in certi momenti quando cammina sembra pregare, lo vedo si immerge in uno stato di pura beatitudine. A tratti riusciamo a parlare del senso che ha per noi dell'andare in montagna. Questi sono i momenti che preferisco, dove in qualche modo riusciamo a scoprire i nostri pensieri, i desideri o le paure più profonde.D.R. si attarda a fare qualche foto, ha deciso che vuole godersi la giornata. Spera addirittura che venga la pioggia. Come me cerca la catarsi dello spirito, lo svuotamento della mente. Vuole ritrovare se stesso nel contatto fisico con la natura. E' come riscoprire la propria origine sperimentando gesti semplici, quello del camminare, del respirare, dell'osservare. Così riusciamo a scendere dalla torre chiusa dei nostri pensieri per vivere, semplicemente, la vita.A quota 1450 metri circa, cominciamo ad intravedere sulla nostra sinistra i prati del Monte San Rocco. Sono dei prati sospesi su di un ampio balcone. Si intravedono le grandi querce che popolano il bosco del Cerasolo. Qui troviamo un bivio. Procedendo sulla sinistra si arriva all'imbocco del così detto Mercaturo. A destra è possibile raggiungere i rifugi di Fonte dell'Avena.Ricordo benissimo la zona, una conferma sulla carta geografica e decidiamo di procedere sulla sinistra aggirando il Monte Ginepro ed imboccando la parte finale della Valle dell'Asina. A qualche centinaio di metri dal bivio un cartello porta la scritta Mercaturo. A sinistra la sterrata continua in direzione del Bosco del Cerasolo. Imbocchiamo la valle seguendo il sentiero poco chiaro ma ben indicato dai segnavia.Sono felice di aver ritrovato la strada che avevo percorso due anni addietro con gli sci.In fondo alla Valle dell'Asina un ampio prato d'alta quota ci accoglie con i suoi colori della mattina. Non esitiamo a cercare il riposo, un sorso d'acqua e qualche panino.Ancora i piedi non sanno stare fermi e presto ripartiamo alla volta del Monte Uccettù.Seguendo il facile percorso, segnalato da sistemi di contrassegno differenti (una volta blu, una volta bianco e rosso, una volta rosso giallo e verde) usciamo finalmente dal bosco. Comodamente seduti sulle creste stanno appollaiai i cacciatori, qualche cagnolino ci viene a dare il saluto. Decidiamo di intercettare la cresta che conduce direttamente alla vetta del Monte Uccettù senza passare per la Sella o Vado dell'Asino. In breve, con qualche sforzo arriviamo in vetta.Qui il paesaggio è più simile al Costone o alle già viste Punta Trento e Trieste. Intorno, roccette ed erbe rigogliose coprono tutto il crinale. In vetta al Monte Uccettù il paesaggio è inaspettatamente bello. Osservando a Nord-Est il Puzzillo, il Monte d'Ocre, il Monte Orsello, il Costone, a Sud Est il Velino ed il Cafornia sono coperti (come al solito) dalle nuvole. A Sud-Ovest il Murolungo e il Morrone. Stando sul Monte Uccettù ci si trova quasi al centro del Gruppo Montuoso, è una sensazione meravigliosa. Già qui possiamo osservare il Lago della Duchessa che vedremo certamente meglio stando sul Monte Morrone.Il tempo comincia a cambiare... ed anche se non abbiamo fretta ripartiamo alla volta del Monte Morrone. Il passo è deciso. Andrzej è in piena forma è raggiunge la Cima Sud del Morrone in meno di mezz'ora tenendo un passo di tutto rispetto.Il Morrone è letteralmente un sorpresa. Si tratta di una lunga cresta a forma di mezzaluna che corre da Sud-Est a Nord-Ovest. La cresta è interrotta da due alte torre rocciose prive di pericolosità oggettive, il sentiero corre intorno lasciando ampio margine all'escursionista di muoversi senza difficoltà di sorta. Le due torri, ed il circolo glaciale presente sul versante nord sono più facilmente osservabili dalla cima Nord del Morrone, quella che, a detta delle carte, sarebbe la cima vera.Non potrei rimanere in vetta per sempre. Il momento della vetta è un momento perfetto. Devo tornale al mio mondo, nella valle, in pianura, e poi verso quelle città che tanto detesto. Ma allora perché l'essere umano preferisce vivere in un mondo imperfetto. Ne parlo con Andrzej e sembra darne una spiegazione plausibile.L'uomo realizza se stesso nella ricerca del momento perfetto. Il desiderio è motore del “sé”, il raggiungimento di una meta, di una vetta, è un momento perfetto, appunto, che non può durare all'infinito, è un attimo, è un momento di illuminazione breve.Per il ritorno ho deciso di non percorrere la strada dell'andata, le nuvole si stanno caricando di acqua, le vedo salire dalla valle. Il monte Velino ed il Murolungo sono già completamente coperti.Scendiamo in direzione della Fonte dell'Avena. Già stando sulla cresta Nord del Morrone è possibile vedere i due Rifugi ed alcuni cavalli al pascolo.Scendiamo lungo il pendio di sassi ed erbe, sperando che non venga a piovere mentre stiamo scendendo, sarebbe fastidioso evitare i sassi e tentare di non scivolare sull'erba bagnata.Arrivati alla Fonte dell'Avena, in prossimità dei rifugi, accade la magia. Comincia a piovere e facciamo appena in tempo a ripararci nel primo rifugio, per indossare le mantelline e finalmente fare ritorno nel bosco...Ecco, ora piove...Sento le goccioline cadere sulla mantellina.Ticchettano irregolari...

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

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