Pizzo Berro, Monte Priora e Pizzo Tre Vescovi

Scritto da Mercoledì, 05 Novembre 2008 00:00

Mercoledì 5 novembre 2008

Poteva essere una pessima giornata. Ma stava a me ragionarci sopra, con calma, senza fare le solite inutili tragi-commedie all'italiana. Uscire da Roma in orario di punta può richiedere, a seconda dei quartieri, da una a due ore. A me è andata abbastanza bene è stata sufficiente un'ora e mezza.
Sapevo che il tempo meteorologico non sarebbe stato dei migliori, le previsioni annunciavano nubi in passaggio su tutta l'Italia con peggioramento nel pomeriggio. Così sul Grande Raccordo Anulare ho avuto tempo per mettere in piedi la strategia.
Sarei passato per la bretella autostradale che da Fiano Romano porta verso la Salaria, poi sarei dovuto andare verso Rieti per vedere come sarebbe andato il tempo: se fosse stato brutto sarei salito al Terminillo, se invece avesse migliorato sarei andato sui Sibillini. Ma mentre penso e rifletto un enorme camion mi si pianta davanti e … sorpresa delle sorprese perdo l'uscita per Fiano Romano... oddio... mi ritrovo automaticamente sull'autostrada per Firenze.
Ok, piano “b”. Esco ad Orte e varo verso Terni, prendo la Valnerina da Spoleto e salgo ad Ussita.
Arrivo ad Ussita alle 11.45 salgo in direzione di Casali, prima di entrare nel piccolo borgo giro sulla sinistra imboccando una sterrata molto ben visibile. Una stradina bianca che si snoda per 13 km fino al Rifugio del Fargno. Lunghi, 13 lunghissimi chilometri ma fortunatamente su una stradina larga a sufficienza da far passare comodamente due auto.
Al Rifugio del Fargno arrivo dopo 30 minuti di saltelli e saltellini sui numerosi sassi e buchette della sterrata. Sono le 12.15 è vergognoso iniziare un'escursione a quest'ora, specie con queste nuvole che si stanno addensando sulle cime. Ma ho deciso di non pensarci...
Dal Fargno si vedono Pizzo Tre Vescovi, Monte Acuto e Pizzo Berro. Parto, senza esitazione, è inutile stare a recriminare sulla qualità intrinseca di questa escursione cominciata male. Inutile. Sono qui ora devo realizzare.
Punto direttamente verso il Pizzo Berro passando lungo le coste del Pizzo Tre Vescovi ma senza salirvi. Alla Forca Argagnola posso vedere il Monte della Priora (detto anche il Pizzo della Regina). La lunga cresta del Berro non presenta particolari difficoltà escursionistiche, il sentiero piega a Nord, salendo si ha sempre la percezione di essere arrivati quando dietro a ciascuna gobba ce n'è sempre un'altra. Questa sensazione sgradevole si acuisce quando si ha fretta, si perché oltre ad essere già tardi le nuvole non accennano migliorare.
Finalmente in vetta a Pizzo Berro ho tutto il gruppo montuoso sotto gli occhi. Le nuvole coprono qua e là le vette intorno. La Sibilla è scomparsa dietro ad un nuvolone grosso e nero carico di acqua. Argentella, Porche, Palazzo Borghese a tratti spariscono dietro a nubi bianche, per ora ancora incerte.
Oltre la cresta che conduce al Monte Priora, sul versante occidentale grandi ammassi nuvolosi creano uno strano effetto, da una parte la luce, dall'altra il buio.
Sono indeciso. Poi ragionandoci sopra... qui non ci tornerò così facilmente. Ok, la mantellina per la pioggia è nello zaino, il sentiero è segnato, non mi posso perdere, al massimo prendo un po' d'acqua.
La cresta è più breve del previsto, quasi più breve della cresta che conduce dal Fargno al Pizzo Berro. In quaranta minuti sono in vetta al Monte Priora. Sono le due e dieci. Come una specie di “ex-voto” rinuncio alla gloriosa foto di vetta in cambio di una grazia... niente foto, niente pioggia.
Fotografo la croce di vetta e riparto senza neppure bere un sorso d'acqua. In un'ora sono a Forca Argagnola seguendo il sentiero che costeggia il Pizzo Berro sul suo versante nord. A tratti vengo illuminato dal sole, a tratti mi perdo fra le nuvole. Davanti ho il Pizzo Tre Vescovi, sembra così vicino che ho l'impressione di poterlo toccare. Tuttavia la salita al Pizzo Tre Vescovi è più lunga del previsto. Ho tenuto un ritmo senza precedenti e mi sento stanchissimo. Non ho bevuto, non ho mangiato. Sono a pezzi e la salita dura quasi quaranta minuti. Arrivo in vetta, c'è una grande croce. Sono nel mezzo di una nuvola pesante e comincia a fare buio. Sono le quattro.
L'obiettivo era di mettere a “carnet” anche il Monte Acuto. E' tardi e sono fisicamente disfatto, non conosco la zona e c'è il rischio concreto di perdermi. Devo rinunciare.
La discesa dal Pizzo Tre Vescovi non presenta particolari problematiche (a parte sfasciumi e passaggi di “primo” tanto imprevedibili quanto improbabili. Arrivo all'auto... sono le quattro e venti.
Il giro totale mi ha impegnato per quattro ore su un percorso di saliscendi lungo dieci chilometri.
Quando parto il Sole mi saluta, sembra darmi un arrivederci. Ho ancora il Monte Acuto da vedere e poi quella vetta strana e lontana che è il Monte Rotondo.
Chi sa quando...

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

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