Traversata del Velino da Piani di Pezza a Rosciolo

Scritto da Sabato, 26 Luglio 2008 00:00

26-27 Luglio 2008

Il sogno di realizzare la traversata del Velino era in cantiere da tanto tempo. Non più tardi del 2007 con Doriano avevamo aggredito il gruppo montuoso con uno straordinario anello che ci aveva visto percorrere le cime del Costone e del Puzzillo in una sola entusiasmante giornata: 14,5 chilometri in 10 ore in un saliscendi continuo e pieno di emozioni. Ma come accade in queste occasioni un cioccolatino tira l'altro e già stavamo sognando la grande traversata: passare da Piani di Pezza fino visitando il cuore del gruppo del Velino per ridiscendere in direzione Rosciolo.

L'idea è semplice: attraversare da Piani di Pezza fino a Rosciolo pernottando una notte al Rifugio Vincenzo Sebastiani e scendere per il Vallone del Sevice.

Alla partenza siamo in cinque, io, Doriano, Paolo, Andrzej, Fulvio.

Lasciamo un'auto a Rosciolo e per continuare in direzione Piani di Pezza con le altre auto. A Capo di Pezza (quota 1535 Mt.) in fondo alla lunga sterrata che conduce al fondo della valle lasciamo le altre auto.
Sono le tre del pomeriggio e siamo diretti al Rifugio Vincenzo Sebastiani. Il dislivello è minimo stiamo parlando di appena 600 metri di dislivello fino al rifugio. Arriviamo in appena due ore siamo al colletto di Pezza proprio sotto la vetta ci Cimata di Puzzillo. Da qui si riesce a godere dello splendido panorama su entrambe gli altipiani del Gruppo Montuoso. A destra i Piani di Pezza a sinistra il Monte Puzzillo e Campo Felice.
Il sole sta tramontando ed i colori della montagna si fanno sempre più caldi. Paolo, Fulvio e Andrzej sono estasiati dalla bellezza del panorama. Al rifugio ci accoglie Alessandro che per la notte ci ha promesso un pranzo ed un pernotto al coperto. Aiutiamo Alessandro a costruire una tenda per alcuni escursionisti in arrivo al rifugio. La tenda è una specie di cubo magico ma dopo varie prove riusciamo a mettere insieme i pezzi per dare un senso alla paletteria e ai teloni di copertura.
Il sole ci concede ancora un paio d'ore di luce. Chi di dedica alla riflessione, chi si dedica al riposo puro e semplice, con Paolo e Doriano andiamo in vetta a Cimata di Puizzillo (Mt. 2140). Eravamo già stati qui ma le luci rendono il luogo incredibilmente diverso. Ci sentiamo tutti splendidamente in forma e ci dedichiamo un po' a fotografare un paesaggio certamente irripetibile.

La sera trascorre regolarmente, una abbondante mangiata, un paio di birre e poi via, tutti nei sacchi a pelo. Siamo d'accordo con Alessandro per una colazione alle 5.30 del giorno successivo.
La notte trascorre bene per alcuni, meno bene per altri che fra sonni spezzati e posizioni scomode non riescono a concedersi le propedeutiche ore di riposo.

La mattina fortunatamente arriva presto. Le previsioni dicono che verrà a piovere a metà della giornata. Ci dobbiamo sbrigare a prendere rapidamente quota sulle creste. Sul Gran Sasso c'è qualche copertura nuvolosa, niente di preoccupante.
Non fa neppure particolarmente freddo, è sufficiente una felpa per tenere lontana l'umidità. I più coraggiosi invece partono a maniche corte sapendo che lo sforzo fisico li scalderà presto...
In meno di cinquanta minuti siamo al Colle dell'Orso. Da qui possiamo facilmente vedere la sella che conduce da Punta Trento in direzione del Colle del Bicchero. Scendiamo per ampi pratoni, qui il colle del Bicchero è segnato da un omino di pietra, siamo a quota Mt. 2075. Il Monte Velino si sta illuminando sempre più, il calore delle luci del giorno rende il versante nord caldo, quasi accogliente ma sappiamo bene quanto sia arido, frastagliato e ripido. Di fronte ci si para la cruda durezza della valle del Briganti, una ampio circolo glaciale nel quale vediamo solo poche rare tracce di ghiaccio.
Dalla vetta del Monte Bicchero (Mt. 2161) possiamo osservare il cuore di tutto il gruppo montuoso.
Doriano mi fa notare un ammasso di nuvole basse che sta scavallando il Monte Magnola. Si muove rapido ed è il chiaro segno che il tempo sta cambiando. Mi rendo conto che dobbiamo affrettare il passo, tornare indietro non se ne parla, vedo Piani di Pezza già coperti di nubi, non fitte ma piene di acqua. Sul Gran Sasso osserviamo, invece, delle pesanti risalite di aria umida che formano grosse nubi.

Metto sotto pressione Fulvio e Paolo che vorrebbero prendersela comoda un po' per godersi il paesaggio un po' perché probabilmente vorrebbero scattare qualche foto in più. Con un buon passo siamo in vetta al Monte Cafornia (Mt. 2424) nelle canoniche due ore previste dalla tabella di marcia. Fulvio ha accusato il colpo. Paolo è estasiato dal panorama e non smette di fate foto su foto. Doriano e Andrzej tengono un asso da veri AssAltaQuotisti. Sembrano non risentire neppure della stanchezza.
Dopo poche rapide foto di vetta ci lanciamo lungo la cresta che conduce in vetta al Monte Velino (Mt. 2486). Arriviamo appena in tempo per vedere l'ultima ampia schiarita. Quando anche l'ultimo raggio di sole lasci il poste alle nuvole decidiamo di scendere, rapidi in direzione Monte Costogillo e Monte Sevice.

La discesa dal Velino si snoda lungo i ghiaioni del suo versante Nord, nulla di divertente ma ci ripaga il panorama che osserviamo dal largo balcone erboso in prossimità del Monte Costonillo. Da qui si può vedere la Valle dei Briganti dall'alto. Lo spettacolo è imponente e davvero di grande soddisfazione. Siamo tutti molto impressionati. Anche io che questo panorama lo ricordavo ricoperto dalle fredde nevi invernali rimango completamente a bocca aperta.
Scendiamo in direzione Capanna di Sevice per riposare, bere e finalmente gustarci un meritato panino.
Sono le 10.30 il giro è pressoché completo.
A Capanna di Sevice troviamo i ragazzi del GEV che gestiscono il rifugio. La stagione è appena iniziata, proprio ieri hanno portato i rifornimenti su con i Muli. Volendo sono in grado di prepararci un bel piatto di pasta.
Ci stendiamo nei prati a rifocillarci ben bene, beviamo e mangiamo godendoci il calore di un improvvisa ricomparsa del sole. Ma la sorpresa finale è in agguato. Nella Rava del Peschio Capraio e sulle coste del Monte Sevice si stanno addensando pesanti nuvole grigie. Sono veloci ed alcune cominciano a brontolare.

Ripresa la marcia superiamo rapidamente la fonte che si trova nel Vallone di Sevice, i cavalli al pascolo ci osservano con sospetto, passiamo veloci perché scendere sta diventando una priorità di ordine zero.
Arrivati al bosco cominciamo a sentire le prime gocce d'acqua. Fulvio zoppica, ha una leggera distorsione al ginocchio. Conosco quel tipo di dolore e non lo biasimo se tiene un passo troppo lento.
Alla fine il temporale decide di dare il meglio di se. Comincia a piovere di santa ragione, sulle vette del Monte Padiglione e del Monte Fontecellese, in direzione Tagliacozzo vedo cadere numerosi e ripetuti fulmini.
Teniamo il passo più veloce possibile, un po' sollecitando Fulvio, che suo malgrado sta forzando la sua dolorosa andatura, un po' tentando di assecondarla tentando di rimanere tutti uniti.
Dopo circa 2 ore di discesa, un lungo l'interminabile dislivello di 1000 metri, un intricato passaggio nei boschi di Rosciolo arriviamo finalmente alla macchina. In men che non si dica ci stipiamo nell'auto. La traversata è conclusa. Siamo un po' bagnati ma siamo tutti immensamente felici e soddisfatti. E' ora di recuperare le auto a Piani di Pezza.

Una grande traversata, delle grandi persone. Un anno di Amicizia con i membri dell'Associazione Alta Quota , di reciproca stima, di stretta collaborazione mi ha dato l'occasione ancora una volta di imparare che le cose buone sono sempre il frutto dell'interazione fra le persone.

Ringrazio Fulvio per aver sofferto in silenzio, ringrazio Paolo per l'entusiasmo la luce presente nei suoi occhi. Ringrazio Andrzej, per le sue speciali preghiere, che sicuramente avrà fatto per i buoni auspici della giornata. Ringrazio Doriano per averci messo la grinta e la serenità... mitigando spesso le mie inutili ansie. Un ringraziamento a Massimo e Federico che nell'ombra hanno lavorato affinché tutto potesse andare buon fine...

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

    Scheda tecnica ancora non disponibile...