Monte Capreo in Slow Walking

Scritto da Venerdì, 15 Ottobre 2010 00:00
2010 Monte Capreo

E' passato quasi un anno dall'ultima escursione montana, nella quale con Gaetano, abbiamo coinvolto i colleghi di lavoro. Durante il periodo estivo, non è stato possibile organizzarla a causa dei vari impegni degli ardimentosi escursionisti; tanto che, alla fine, con largo anticipo, Gaetano prende l'iniziativa e fissa la data, 16 Ottobre 2010 , il luogo Monte Semprevisa e, fedele allo slow-walking, anche la trattoria, il menù ed i vini.
Con l'avvicinarsi della data la meta, su suggerimento di Daniele F., carpinetano DOC cambia nel Monte Capreo, un ottimo punto panoramico, sulla cui cima svetta una grossa croce metallica.

E' Daniele F. che ci fa gli onori di casa e che ci guiderà verso la meta.  L'appuntamento è fissato alle 8,30 al bivio che da Carpineto Romano porta a Pian della Faggeta. Organizzati a piccoli gruppi ci ritroviamo puntuali all'appuntamento, da cui procediamo sino al parcheggio di Pian della Faggeta a 880m. Siamo in 5, Massimiliano, Gaetano, Aderito, Daniele F. e Daniele A.
Alle 9 in punto, zaini in spalla, dal parcheggio, procediamo sulla strada sterrata di destra. Dopo circa 300 metri, giunti vicino a delle costruzioni, lasciamo la strada e imbocchiamo, sulla destra, il sentiero segnato. Daniele F. , “padrone di casa” atleticamente allenato, inizia a “battere il ritmo con i tamburi”, procedendo con un passo veloce che sfianca l'altro Daniele (il Q.G.) . Quest'ultimo nel disperato tentativo di recuperare terreno effettua dei tagli verticali che lo sfiancano ancora di più. Non è questo lo spirito della giornata, non è una prova di forza, ma deve essere una sana giornata collettiva di svago, senza stress. Mi stacco dal gruppo ed aspetto il Q.G., lo incoraggio, gli dò alcune dritte e lo accompagno lungo il sentiero nel classico “passo alpino”. Più tardi ci raggiunge il “battitore” Daniele F. che mi aiuterà a fare proseguire il Q.G.

Con il gruppo ricompattato si prosegue con calma verso la meta, il sentiero attraversa il bosco, con una pendenza costante, ogni tanto una leggera pioggia batte sul fogliame degli alberi del bosco, nel rispetto delle previsioni meteo (leggere precipitazioni durante la mattinata con un peggioramento nel pomeriggio). Il bosco in questo periodo è un vero spettacolo multicolore, tanto da lasciare senza parole quando ne usciamo , incamminandoci lungo il prato del fondovalle che ci conduce alla “Sella  del Semprevisa” (1355m). Da qui proseguiamo sulla destra verso il Capreo, superato un breve dislivello ci portiamo in quota per proseguire nuovamente nel bosco sino alla cima del Capreo, passando accanto all'imbocco recintato di una delle numerose grotte frequentate dagli speleologi, che caratterizzano tutta la zona. Arriviamo alle 11,00.
Sulla cima del Monte Capreo svetta una grossa croce metallica che posa su una costruzione in muratura, che sta praticamente cadendo a pezzi, l'intonato interno è completamente staccato, dei teli trattengono quello caduto dall'alto, il muro opposto all'entrata è rigonfio e prossimo a cadere, insomma le condizioni della base sono veramente pessime. Reggerà la grossa croce metallica?
Il panorama è straordinario, nei brevi momenti di schiarita, siamo riusciti a scorgere Norma, e la zona di Ninfa verso la pianura pontina, Montelanico, Gorga, Segni , verso il versante opposto.

Sicuramente sarebbe stato ancora più straordinario in una giornata con condizioni meteo migliori.
L'atmosfera che si è creata nel gruppo è ottima, il Q.G. ora sprizza gioia da tutti i pori, dopo tutta la fatica e dolore dell'ascesa. Dopo il rituale cambio degli abiti fradici di sudore con altri asciutti, un breve sorso d'acqua , le foto di rito, una breve pausa, inizia la discesa verso il parcheggio e il pranzo ristoratore. La discesa è spedita e senza soste, incontriamo tre gruppi di escursionisti diretti sul Monte Semprevisa.

Alle 13.00 siamo al parcheggio e dopo 15 minuti alla trattoria “La Sbirra”, dove gustiamo i superbi piatti cucinati dalla nonna del nostro Daniele F. , il “padrone di casa” a tutti gli effetti. Per gli amanti dello slow-walking il menù scelto è stato gnocchi di patate con funghi porcini e tartufo ed  abbacchio accompagnato con lo Shiraz del Casale del Giglio e il Graffio della cantina Giuliani di Anagni. Il Q.G. Non vede l'ora di effettuare una nuova escursione.

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

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