Monte San Nicola - La forza dei Bambini...

Scritto da Giovedì, 01 Luglio 2010 00:00

Giovedì 1 Luglio 2010

L'estate è nel pieno, i primi caldi stanno arrivando, le giornate lunghe, il cielo luminoso ed il sole sono il preludio a molte bellissime escursioni. Nelle scorse settimane abbiamo avuto un clima tipicamente estivo. Sole forte, umidità nell'aria e acquazzoni pomeridiani.
La voglia di andarmene da solo in montagna è forte ma ho ancora qualche capitolo aperto con mia figlia Elisa. D'altra parte una promessa quando è vera va mantenuta. La mia parola per mia figlia non è solo una questione di principio, la mia parola può essere per lei un concreto supporto nella vita, un “modello”, un esempio al quale possa fare riferimento nei momenti di difficoltà. E' da quel riferimento che lei ripartirà per crearsi una vita tutta sua. Se da un lato tento di essere un modello da seguire (modello di coerenza nel mantenere le promesse date) dall'altro vorrei che i miei figli possano sviluppare il loro specifico senso critico. Già perché non pretendo che loro diventino come il padre o come la madre. Vorrei semplicemente che sviluppassero un loro modo del tutto personale di vedere la vita e di viverla... Così dico sempre ai miei figli. Guarda quello che faccio, elaboralo, mettilo in discussione se necessario e crea un tuo modo di pensare e vivere. Fallo a partire dal tuo modo di “percepire” il mondo, di “sentire”, di provare “emozioni”. Ma è un percorso lungo.

La promessa era quella di portare Elisa in montagna in una di quelle escursioni di cui spesso parlo a casa. Non posso far altro che riservarle qualche piccola cima di facile raggiungibilità. La cima di Monte San Nicola sul Sirente è abbastanza facile da raggiungere dalla località di Gagliano Aterno. Decido di coinvolgerla per questa uscita pensando che possa arrivare facilmente in vetta.

Qualcuno mi direbbe che una partenza alle quattro di mattina è una partenza sadomasochistica. Accetto la critica, ne capisco le ragioni, d'altra parte quando si lavora una settimana intera l'idea di alzarsi alle 3.30 per uscire alle 4.00 di casa può rappresentare una sofferenza eccessiva ed inutile.
Ma la montagna richiede anche questo. I colori dell'alba sono qualcosa di meraviglioso e vale la pena poterli osservare. Arriviamo sul posto alle 6.30, Elisa nota subito la bellezza dei colori, le tonalità calde dell'alba, le ombre lunghe sui colli circostanti, i raggi radenti del sole.
Subito mi dice: - Papà come è grande la montagna e questi fiori... che colori magnifici.
Nel sentirla parlare mi emoziona, provo grande soddisfazione sapere che lei riesca a notare queste cose. D'altra parte i suoi occhi a 11/10mi non la tradiscono. Vede lontano e vede chiaro. E poi la sua sensibilità le consente di capire senza alcuna spiegazione che stare li a quell'ora è un momento senza prezzo.

Lungo la sterrata che da Gagliano Aterno conduce ai piedi del Monte San Nicola è nota sulle carte come Strada Comunale Collarmete detta di Baulle. Inizialmente asfaltata e poi sterrata la strada conduce all'interno del Parco Naturale Regionale del Velino e Sirente. All'altezza del segnale che indica l'inizio del Parco lasciamo l'auto per percorrere a piedi le ultime curve fino al San Nicola.
In vista del Monte San Nicola i pendii si fanno morbidi e regolari. Saliamo dritti in direzione della cima. Le erbe sono alte e temo la presenza di serpenti. Decido di procedere lentamente e con metodo. Con i bastoncini da trekking batto il terreno prima di camminarvici sopra. Dico ad Elisa di starmi dietro e di ripetere ogni mio singolo passo. Sono le appena le 7 di mattina e il sole già batte forte. Non tira neppure un filo di vento così ci fermiamo all'ombra di alcuni alberi sparsi per trovare  un po' di frescura.
Più il pendio si fa inclinato più rallentiamo il passo. La strada sterrata è già molto lontana ed Elisa non sembra essere troppo stanca. A tratti la prendo sulle mie spalle per farle passare rapidamente alcuni passaggi fortemente erbosi.
Procediamo puntando ad un grosso promontorio che sulle carte è segnato come Monte Briccialone (Qutoa Mt. 1706). L'arrivo al Briccialone è per Elisa abbastanza semplice. E' impegnatissima ma non sembra soffrire troppo. Ogni tanto si lamenta solo del caldo umido e posso capirla perché anche a me da particolarmente fastidio. Sono giornate di sole forte e umidità relativa dell'aria davvero altissima. Le previsioni meteo danno acquazzoni certi nel primo pomeriggio. Elisa non sa che il Monte Briccialone non è la nostra meta finale e quando arriviamo in cima le devo dire che mancano ancora 300 metri di dislivello. Dall'auto al Monte Briccialone ci sono circa 700-750 metri di dislivello indicativi e li percorriamo in quasi tre ore. C'è da esserne fieri. So che questi ultimi 300 metri di dislivello saranno la parte più difficile della salita. Mi predispongo mentalmente sostenere moralmente Elisa che ora sembra essere un po' stanca. Ma la sorpresa è che Elisa diventa sempre più euforica. Parla continuamente, mi prende in giro con delle canzonette divertenti e prova in mille modi a stuzzicarmi per prendersi gioco di me.
Dal Monte Briccialone si intercetta facilmente il ripido pendio che conduce in vetta al San Nicola. Lo attacchiamo di petto senza girarci troppo intorno. Ogni tanto mi carico Elisa sulle spalle per farla riposare un poco.
Lungo il pendio, anche qui abbastanza erboso, troviamo una miriade di fiori rosa, viola e gialli. E' un delirio di colori. Elisa non aveva mai visto una cosa del genere. Si stupisce continuamente della diversità dei tipi di fiori. Le ho insegnato a guardare e a vedere le differenze.
Finalmente con l'aumentare della quota un vento fresco e leggero comincia a soffiare da Sud dandoci un po' di respiro e abbassando la temperatura dell'aria. E' un piacere sentire questo vento. Non ci dispiace neppure mettere le giacche a vento e soprattutto a camminare si procede bene.

Negli ultimi cinquanta metri di dislivello Elisa si distrarre, comincia a fermarsi ogni due minuti. Guarda intorno, si ferma a respirare poi riprende a camminare per riprende. Non ci sono pericoli oggettivi, il Monte San Nicola è un mammellone erboso piuttosto regolare. Decido di arrivare rapidamente in vetta e darle lo stimolo di raggiungermi. E' orgogliosa e mantiene il passo. Vedo che procede senza troppo lamentarsi. La forza dei bambini è, in proporzione, molto più ferrea di quella di un adulto. Da lontano mi chiede se c'è la croce di vetta. Le dico di sbrigarsi che da qui si gode di una vista meravigliosa. Senza più fermarsi percorre gli ultimi venti metri di dislivello in un solo colpo. Quando vede la croce il suo viso cambia. E' emozionata a tal punto che sembra quasi piangere. Io rimango sconvolto dalla sua espressione. Avevo sottovalutato l'impatto che la “vetta” avrebbe potuto avere su di lei invece rivedo nei suoi occhi la mia stessa felicità quando raggiunsi le mie prime cime. Ho un tuffo al cuore, mi sento felice ed orgoglioso di averla portata fin qua su.

Per non so quale stupido errore di calcolo credevo che la salita al Monte San Nicola sarebbe dovuta essere di appena 500 metri di dislivello. Un errore dovuto alla mia leggerezza, alla distrazione. Ma il dislivello reale è in verità esattamente il doppio. Nel salire mi andavo rendendo conto dell'errore. D'altra parte se la stessa Gagliano Aterno si trova a circa 850 metri di quota. Come poteva essere altrimenti? Nel salire chiedevo mentalmente perdono a mia figlia per averle imposto una salita di circa mille metri di dislivello che però andava realizzando con straordinaria facilità. Nessun lamento, nessun rimprovero per averla condotta su una montagna troppo grande, nessuna recriminazione, nessun rimpianto di essere venuta in montagna con il suo papà. Questa è la forza dei bambini.

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