Monte Velino da Massa d'Albe Escursione con Bivacco

Scritto da Domenica, 18 Luglio 2004 00:00

Sabato e Domenica, 17-18 Luglio 2004

La scalata comincia alle 15:00 in un pomeriggio assolato di luglio, molto assolato. Sulle spalle mi sono caricato uno zaino da 70 litri carico con tutti il necessario per un eventuale bivacco.
A Massa d'Albe lascio lascio la macchina sulla piazzetta della frazione di Corona, è una piazzetta adiacente una piccola chiesetta. Proseguo a piedi lungo un sentiero carrozzabile, sul quale si suggerisce di non lasciare la macchina essendo già quello area del Parco Regionale del Velino e del Sirente. Il caldo torrido mi spezza subito le gambe. Il sentiero prosegue lungo i pendi di Monte Pelato e lungo i pianori che sono alla base del Monte Velino e del Pizzo Cafornia.
Terminato il sentiero carrozzabile si continua per un boschetto di pini di un recente rimboschimento. Faccio dieci passi e mi devo fermare, il peso dello zaino rende i miei movimenti assolutamente lenti. Lungo il sentiero segnato n. 5 incontro mucche, cavalli e mosche a non finire che tengono compagnia fino al passaggino di primo grado che attraverso un canalino mi conduce finalmente ripidi pendii del Velino.

Il sentiero è segnato dal CAI con i classici segnavia rossi e bianchi. Il suggerimento è quello di non abbandonare mai il sentiero e di memorizzare bene i punti più  incerti del percorso. Mi guardo indietro e scopro quanto possa essere diverso il paesaggio visto da due punti di vista diversi. Alle ore 18:00 stremato dalla fatica mi trovavo ancora a 1739 mt. decido così che è troppo tardi per tornare indietro, sono già molto stanco, e so che improvvisamente arriverà la sera. Decido di piantare la tenda, solo per sicurezza in caso dovessi bivaccare durante la notte, è espressamente vietato dalla legge regionale 23 del 07/03/2000 del parco, di cui in quel momento non avevo benché minima idea. Per questo chiedo venia ai Grifoni recentemente reintrodotti nel parco per aver fatto sentire la mia ingombrante presenza.

Alle 18:30 lascio il materiale superfluo nella tenda e continuo la salita in direzione della vetta. La sera avanza lentamente e posso godere di un tramonto più lungo del previsto ... tutto questo, mi rendo conto che avviene grazie all'altitudine. Qui non è come in città, dove la luce sparisce prima, dietro ai palazzi. Qui il cielo sembra più grande e la luce illumina tutte le cime.

Alle 20:50 dopo aver superato altri passaggi difficili e ghiaioni sdrucciolevoli giungo finalmente in vetta. La commozione è grande, per la terza volta in quest'anno mi trovo su una vetta oltre i 2000 metri. Durante la salita ho concentrato il mio pensiero sull'idea di portare alle estreme conseguenze una scelta d'avventura. Da un certo punto di vista un comportamento irresponsabile. Chi lo avrebbe detto …
Mentre sono in vetta il Sole scompare definitivamente dietro l'orizzonte. Tutto si fa scuro e non posso indugiare ancora, devo scendere.  Indosso la lampada frontale sul berretto di lana, indosso i guanti gommati (decisamente eccessivi per quell'estate...) e comincio la discesa. Due ore dopo sono in tenda, fradicio di sudore mi riscaldo solo stando nel sacco a pelo.
Ho portato con me del succo d'ananas... solo l'inesperienza può farti fare errori così grossolani. Il succo non mi placa per nulla la sete. Bevo e la sete aumenta. Gli zuccheri presenti nel succo richiamano ancora altri liquidi.
Bevo gli ultimi sorsi di tè ma neppure quelli mi placano la sete. La notte trascorre con brevi sonni interrotti da una sete irrefrenabile. Per un'escursione estiva di questa portata non bastano de litri d'acqua. Ma soprattutto è una follia partire con uno zaino così carico.

Il silenzio surreale mi accompagnerà in un sonno leggero fino all'alba del giorno dopo. Alle 5.00 vedo filtrare la prima luce del sole. Mi alzo e ammiro il sole uscire dietro al Pizzo Cafornia. E' uno spettacolo incomparabile che mi ripaga ampiamente dello sforzo del giorno prima. Smonto la tenda e continuo la discesa che si conclude alle 8.50 a Massa d'Albe.

 

Informazioni aggiuntive

  • Scheda Tecnica dell'Escursione:

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