Fisiologia dello sforzo (Parte I)

Scritto da Alessandro Vittore Venerdì, 22 Giugno 2012 00:00

E' evidente che un certo grado di preparazione fisica permette prima di tutto di poter affrontare quel dato carico di lavoro...

che la salita, il dislivello da coprire, le asperità del sentiero ci presentano, e poi ci consente, cosa più importante, di non rischiare la salute e gli infortuni.


I fattori da considerare ai fini dell’impostazione di un buon programma di allenamento sono principalmente tre:

- IL PESO: la persona in sovrappeso (che si può calcolare dal body mass index peso\altezza al quadrato > 25) può essere predisposta ad un rischio maggiore di traumi in montagna, e poi porta dietro un peso inutile (la massa grassa). Il sottopeso (BMI<18) sarà magari favorito nella salita, ma presenterà la massa magra, "i muscoli", deficitaria perciò difetterà in potenza.

- LA PSICOLOGIA: in montagna ci possono andare tutti, ma una certa calma interiore è consigliabile. Il nevrotico, il precipitoso, l'ansioso non potranno mai affrontare ore di fatica con la scioltezza dell'alpinista. Non si è in spiaggia, dove spesso vige la sedentarietà; il montanaro è da considerare alla stessa stregua di un atleta.

- ABITUDINI DI VITA: il fumo, oltre agli effetti cancerogeni speriamo ormai stranoti, provoca il formarsi di composti tra l'emoglobina del sangue ed il monossido di carbonio (carbossiemoglobina), con il risultato che il sangue perde un po' della sua capacità di portare ossigeno in circolo, per cui calerà la nostra performance. L'alcool, sebbene possa in rari casi (sindromi da congelamento) servire, ci toglierà sempre qualcosa: attenzione, riflessi nell'evitare i pericoli e provocherà uno sgradito rilassamento dei muscoli.

Per cui, dovendoci considerare atleti, è bene che si consideri l'idea di intraprendere un serio allenamento. Per chiunque la parola allenamento ricorda dolori muscolari, uscite di casa dopo il lavoro quando si è stanchi, tempo rubato ad altre occupazioni. E' vero, l'inizio è difficoltoso, ma il mantenimento della forma che segue è facile e persino piacevole, come vedremo.

Con "forma fisica" si definisce quella condizione psico-fisica di adattamento allo sforzo fisico. Essa si raggiunge con la fase di "induzione" dell'allenamento, si conserva con il "mantenimento", e si perde con la sedentarietà, in un tempo inferiore (di 1\3 circa) a quello necessario per raggiungere la forma.

L'allenamento ci "regala" sorprese inattese:
- il colesterolo (killer delle coronarie, nonché motore dell'invecchiamento) cala, mentre sale molto quello buono (colesterolo HDL);
- la pressione, grazie alla perdita del sodio in eccesso col sudore, cala e di conseguenza pure la cellulite dovuta alla ritenzione salina, anche la glicemia scende, lo sportivo non avrà mai il diabete mellito di tipo adulto;
- il sistema nervoso ne giova: molto spesso le insonnie cessano grazie allo sport, poi si raggiunge una capacità interiore di affrontare i problemi con più carica, ottimismo ed energia. L'ansia si riduce abbastanza ed infine si ottiene quel meccanismo che spinge l'atleta a non restare fermo per troppo tempo la "dipendenza". Chi di noi non ha provato l'euforia, il gran senso di rilassamento al termine della scalata o dell'evento sportivo? È confermato che questo è causato da una cospicua liberazione di endorfine nell'encefalo, che sono sostanze oppioidi che diffondono la sensazione del piacere.

Questo articolo è stato scritto a due mani con l'aiuto di Alessandro Vittore

Letto 4290 volte Ultima modifica il Mercoledì, 18 Novembre 2015 12:52