Monte "La Torricella" ovvero il doppio dei chilometri...

Scritto da Domenica, 14 Ottobre 2007 00:00

Domenica, 14 Ottobre 2007

Per questa gita nel bosco del Cerasolo siamo in nove, un gruppo assai folto per uno come me che ama le escursioni solitarie. Il progetto è di portare un gruppo di neofiti sulla piccola vetta della Torricella, un mammellone erboso a 2071 mt. di quota. Ma la giornata è un po’ speciale. Mi figlia, Elisa, cinque anni, ha deciso che deve vedere le montagne di cui parla sempre papà. Non si capisce bene se all’idea di una passeggiata in montagna sono più eccitato io lei.
La giornata comincia con un sole splendente ma con un freddo gelido proveniente dai balcani.
Siamo ben coperti e quando cominciamo a camminare ci riscaldiamo subito. Il progetto è di portare questo gruppo di neofiti sulla piccola vetta della Torricella, un mammellone erboso di 2071 metri. Non sono affatto dotato della dote del comando, forse non è neppure necessario. Tuttavia in questa responsabilità mi aiuta D.R., in due abbiamo percezione di tutto quello che accade nel gruppo, il suo è un sostegno è per me fondamentale.

Attraversiamo il bosco sul facile sentiero che ci conduce…
le prime luci della mattina illuminano il bosco con una luce trasversale che entra radente fra le foglie illuminandole di colori cangianti. Siamo venuti qui per questo, per catturare i colori e le forme della natura. Io e D.R. ci siamo portati le nostre inseparabili Nikon un po’ per non lasciarci sfuggire niente un po’ per giocare con la natura. Ci basta poco. Qualche scatto e siamo già pieni di felicità.

Elisa, mia figlia è entusiasta, continua a saltare sui sassi, a cercare i percorsi più difficili. Ma vuole essere accompagnata mi tiene per mano, in certi momenti non si capisce se sono io o è lei ad accompagnarmi. Io intanto ne approfitto per farle notare l’immensità dei panorami. A lei tutto questo le sembra naturale. Da quando è nata mi ha sempre sentito parlare delle montagne.
Vedi Elisa – le dico - questi mucchietti di terra sono le casette delle talpe. Sono animaletti ciechi e grandi come topi. Scavano piccole gallerie sotto terra.
Anche il più piccolo dettaglio è una scoperta e nonostante il freddo pungente la passeggiata sembra divertirla moltissimo.

Alessandro ed Elena, si vede che sono innamorati si seguono passo dopo passo, come movendosi all’unisono della stessa canzone… sono pacati e si stanno godendo la loro passeggiata.
Sorridente e positiva come sempre, Marina mantiene un buon passo anche nei passaggi più ripidi, è davvero in gran forma.
Stefano e Barbara, per loro è già molto essere arrivati fino a quota 1900. Elisa vuole fermarsi a mangiare un panino, Barbara ha un dolore al polpaccio e decide di fermarsi. Anche Stefano ha uno strano dolore al ginocchio… Si siedono in una fossa erbosa lungo il versante erboso esposto a nord ovest. Inizialmente decido di proseguire con Eleonora che non ha emesso un lamento durante tutta l’escursione. Poi il vento gelido mi ricorda che ho lasciato mia figlia e gli zii in una fossa a congelare di freddo. Decido di tornare indietro e di metterli in movimento. Solo quello li potrà riscaldare. Alessandro, Elena, D.R. e Marina arrivano in vetta alla Torricella quota 2071.
Il vento gelido li obbliga ad una ritirata immediata. Mentre anche noi scendiamo nella valle li vediamo arrivare e nel giro di mezz’ora ci raggiungono e ci superano.

La mia vetta, oggi, è stata quella di aver portato mia figlia fin qui, fra le montagne che amo. Quello di essere vicino a lei rinunciando ad una vetta è per me assai più prezioso di qualunque vanità di gloria. Orgoglio e soddisfazione sono alle stelle. Che giornata. Che bellezza.

Il ritorno è per me faticoso. Anche io ho subito una brutta torsione al ginocchio che mi rende difficile scendere anche i più semplici scoscendimenti di una collina. A tratti, e per amore, mi carico Elisa sulle spalle la quale però non ama rimanere ferma e chiede subito di scendere. Dal versante nord della Torricella scendiamo rientrando in un bosco illuminato da nuovi colori, da raggi solari che nel frattempo hanno cambiato direzione e tonalità. Alcuni alberi si sono tinti di arancione. Eravamo venuti qui per questo e per questo siamo rimasti estasiati. D.R. da libero sfogo alla sua vena artistica scattando un numero inverosimile di fotografie.

Alle quattro del pomeriggio siamo alla macchina. Abbiamo gli occhi pieni di immagini. Siamo soddisfatti… io sono fiero di mia figlia che si è sorbita un percorso di ben 10 km e circa 350 metri di dislivello.

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